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Paolo Manera (Confartigianato): “Speriamo di farcela! Questo dovrebbe essere il motto dello Stato italiano”

La risposta della Cisl alla critica del responsabile monregalese di categoria

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Paolo Manera (Confartigianato): “Speriamo di farcela! Questo dovrebbe essere il motto dello Stato italiano”

Riceviamo e pubblichiamo la riflessione di Paolo Manera, responsabile di Confartigianto di Mondovì. I temi: “1° Maggio, lavoratori, covid19 e ripartenza”

« Il mio primo maggio in pandemia. Questa mattina alzandomi ho sentito la pubblicità del governo “andrà tutto bene !” Non ha fatto altro che farmi cadere in un limbo di tristezza. Non è possibile a 60 gg dalla chiusura , in un momento in cui ci sono poche certezze fare slogan infantili .

Lo Stato si sbrighi ad adempiere cosa gli altri stati europei hanno fatto nei primi 10 gg di emergenza, crei misure economiche vere, sblocchi gli adempimenti bancari, paghi le casse integrazione e la finisca di fare il grande fratello mediatico con falsi proclami e falsi slogan. È anche necessario finirla di nascondere misure impopolari come aiuti di 500 euro ai lavoratori in nero, la liberazione dei 41 bis, le verifiche dell’Ufficio delle Entrate.

E per finire che i sindacati capiscano che con la burocrazia hanno inchiodato e rovinato la pmi , non pensino di avere ottenuto vittorie nel periodo covid 19 perché se spariscono gli imprenditori non so chi possa assumere e lavorare e il loro lavoro scomparirà.

Dobbiamo essere tutti dalla stessa parte a chiedere di ripartire e di aiutarci a ripartire. Basta divisioni! Lavoratori e imprenditori siamo nella stessa pandemia! Aiutiamoci a ritornare alla normalità.

Buona festa dei lavoratori che possa diventare la festa del ripartire».

LA RISPOSTA DELLA CISL

Non si è fatta attendere la risposta della Cisl Cuneo alle critiche del rappresentante dicategoria. Ci sscrive Enrico Solavagione,  Segretario Generale Cisl Cuneo: 

«Né vincitori né vinti ma un dramma da affrontare insieme. Mi hanno sorpreso le parole divisive del presidente di Confartigianato Mondovì. Quello che stiamo vivendo e che vivremo nei prossimi mesi è un contesto economico e sociale drammatico.

Ora, accusare il sindacato di aver inchiodato e rovinato le piccole e medie imprese con la burocrazia è certo un’accusa che non accettiamo. Cosa vuol dire? Quale burocrazia avrebbero introdotto i sindacati? Credo che chi oggi vede ancora la realtà come una partita con vincitori e vinti non abbia compreso la portata del fenomeno e non sia sintonizzato sulle giuste frequenze. Per quanto mi riguarda non penso di aver ottenuto alcuna vittoria e non penso come sindacato di rappresentanza dei lavoratori che otterrei una vittoria se sparissero gli imprenditori.

Auspico che le parole espresse dal presidente di Confartigianato sia solo dovute alla stanchezza e, comprensibile, allo stress di queste settimane di lockdown.

Come Cisl ribadiamo la nostra totale disponibilità al confronto costruttivo partendo dalla linea di ragionevolezza che sin da marzo abbiamo adottato: si deve ripartire ma lo si deve fare in sicurezza. Prima la salute poi il lavoro. Il principio è semplice. Seguirlo è necessario per evitare nuovi drammatici blocchi in un territorio che oggi è in ginocchio. Ricostruire il tessuto produttivo, garantendo le imprese ed i lavoratori è il nostro obiettivo.

La Cisl ha radici robuste ed una storia, settant’anni festeggiati pochi giorni fa (30 aprile), che parlano chiaro: contrattazione e concertazione sono gli strumenti da sempre adottati. Non cambiamo linea. Non abbiamo mai perseguito e mai lo faremo, una sterile contrapposizione tra le parti. Abbiamo un unico chiaro obiettivo. La difesa del lavoro che sia stabile, giustamente remunerato e svolto in sicurezza. Tutte il resto è gossip, e francamente ne faccio volentieri a meno»

 

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