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Le mamme che al tempo del covid vorrebbero lavorare e non possono ancora: l'esempio dell'hotel "La Ruota" di Pianfei

La famiglia Rosso annovera donne di storica professionalità: lanciano un appello per "avere segnali forti da Regione e Stato"

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Le mamme che al tempo del covid vorrebbero lavorare e non possono ancora: l'esempio dell'hotel "La Ruota" di Pianfei

Nelal foto, la famiglia Rosso gestisce hotel e ristorante a Pianfei

PIANFEI/MONDOVì - La riapertura di strutture che mantengono annualmente, e in maniera stabile, in media dalle 40 alle 50 famiglie è fondamentale. Fra queste in Granda c’è l’Hotel Ristorante La Ruota di Pianfei, che oltre ad essere struttura di accoglienza del turismo di prossimità è anche uno dei principali congress center piemontesi. Chiuso dal 10 marzo ha fatto ricorso alla cassa integrazione in deroga per i suoi trenta dipendenti, che ancora hanno ricevuto nulla. Sono stati annullati eventi come ricevimenti, cresime, matrimoni, gruppi turistici e pranzi aziendali E chi vorrebbe prenotare per il prossimo anno deve fare i conti con chi aveva già prenotato eventi per il 2021. “Ora dovremmo ripartire – dice Monica Rosso - , c’è un progetto ma non è stato pianificato. Noi abbiamo agito in autonomia senza precise direttive, abbiamo comprato il macchinario per la sanificazione, stabilito un uscita e un entrata, ma ci sono troppe incertezze e Federalberghi non si è ancora pronunciata sul protocollo da seguire. Sappiamo che dovremo prendere la temperatura ai clienti al loro arrivo, non presenteremo più un unico buffet al mattino per le colazioni ma carrelli singoli, ma ipotizziamo con il buon senso, vorremmo però anche disposizioni ufficiali”. L’hotel è della sua famiglia, il padre Emilio, cavaliere del lavoro, la mamma Silvana, il fratello Davide e la cognata Mariangela. Monica fa anche parte del consiglio degli albergatori “ci sentiamo ogni settimana, in video conferenza, e abbiamo tutti le stesse incertezze”. “Non abbiamo ancora una data certa per la riapertura – dice - , speriamo che sia presto. Comunque al momento non abbiamo prenotazioni, solo disdette fino al prossimo autunno. Speriamo che gli aiuti a fondo perduto annunciati dal Governo arrivino”. Il ristorante, quello che si trova di fronte all’Hotel, aprirà solo il primo giugno. “Nel rispetto delle misure di sicurezza ridurremmo la capacità di accoglienza da 150 a 50 posti. Ci saranno divisori e arredo sterile. Abbiamo acquistato tutto il necessario per la messa in sicurezza, sia per il ristorante che per il bar dell’albergo”. Nei giorni Emilio e Silvana, hanno rivolto un chiaro appello al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, “Dopo tutta una vita di sacrifici e dedizione continua all'attività, ricompensati anche dall'affetto dei nostri clienti, ci troviamo come tanti colleghi in una situazione disperata, dovendo ricominciare da capo senza sostegni economici statali, certezze, linee guida da seguire, soli con tanti dipendenti con famiglie a carico ancora in attesa della cassa integrazione. Questo è il momento di farci pervenire un segnale forte, di dimostrarci che lo Stato c'è ed è al fianco degli italiani per sostenerli con manovre concrete: non solo con finanziamenti agevolati, ma a fondo perduto, per poter ricominciare a lavorare, anche se tutti gli introiti persi in questo periodo e per i mesi a venire, nessuno ce li potrà mai ridare. Speranzosi in un aiuto concreto e immediato, noi siamo qui pronti a rimboccarci le maniche". “La buona notizia è che dalla Regione ci hanno dato una prima risposta, il Presidente dovrebbe prendere visione della lettera in questi giorni”.

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