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Diocesi di Mondovì: messe con fedeli solo dal 25 maggio - Ai funerali più delle 15 persone finora ammesse – Il 24 maggio l’eccezione: pellegrinaggio a Vicoforte

Ai funerali potranno partecipare più delle 15 persone finora ammesse

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Diocesi di Mondovì: messe con fedeli solo dal 25 maggio

MONDOVì - Le disposizioni diocesane per l’accesso alle messe firmate dal vescovo di Mondovì Egidio Miragoli sono di martedì mattina e diffuse in queste ore. Nonostante sarà in vigore da lunedì 18 maggio il nuovo protocollo circa “la ripresa delle celebrazioni con il popolo” stabilito da Presidente della Cei e Presidente del Consiglio, sul territorio della diocesi monregalese, i divieti di celebrare messe con i fedeli sono prorogati fino al 25 maggio. Indicazioni ribadite nel Decreto diocesano del 2 maggio ed ora riprese, “dopo aver riflettuto, sentito il parere di vicari zonali e parroci”: porte chiuse, rispetto delle norme sanitarie, minimo di presenze per i diversi servizi e ministeri. Funerali: in forma privato accogliendo solo i parenti, ma p a è possibile ima partecipazione più numerosa di amici e famigliari rispetto alle 15 persone previste in precedenza. La Liturgia sia svolta all’aperto e la messa esequiale sia rinviata. Nel decreto episcopale si raccomanda di assicurare ancora la diffusione via streaming della celebrazione della Messa e di momenti di preghiera, seguendo le indicazioni sanitarie.

UNICA ECCEZIONE

Nelle modalità consentite e concordate, sarà unica eccezione la celebrazione, presso il Santuario di Vicoforte il 24 maggio, della solennità dell’Ascensione e giorno del tradizionale pellegrinaggio. «Rinnoverò, a nome della Diocesi, – scrive il vescovo -  il Voto fatto dai miei predecessori, con l’impegno, nel prossimi decennio, a vivere l’annuale pellegrinaggio come solenne rendimento di grazie alla Vergine Maria Regina del Monte Regale per la protezione di tutti i fedeli.

LE RAGIONI DI PRUDENZA

Nella lettera che accompagna il decreto, il vescovo spiega le motivazioni che sostengono le decisioni: necessità di un atteggiamento di grande prudenza, in attesa di una più precisa valutazione degli effetti positivi, o meno, determinati dall’avviamento alla “Fase 2”; le difficoltà di adempiere a tutte le misure del contenimento e il rischio reale che tali misure snaturino il significato dell’Eucarestia.

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