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Fase 2, incidenti a catena: feriti a Pamparato e Roburent, due morti in montagna nel Torinese

La nota dell’Uncem: «La montagna non è il parco giochi della città»

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Fase 2, incidenti a catena: feriti a Pamparato e Roburent, due morti in montagna nel Torinese

Soccorso Alpino in elicottero (immagine di repertorio)

MONREGALESE – Sono molti gli interventi delle squadre di soccorso e delle forze di polizia tra sabato e domenica. Nel Torinese si registrano anche due morti. Per quanto riguarda il nostro territorio, a Pamparato, sulla provinciale 164 un motociclista di Fossano (W.F. 45 anni) è finito fuori strada. È stato trasportato con l’elisoccorso a Mondovì con politrauma codice giallo. A Roburent, un ciclista di Villanova Mondovì, M. A., 62 anni, è caduto e ha subito un trauma cranico. È stato trasportato, con l’ambulanza, a Mondovì, in codice giallo.

Numerosi gli interventi del Soccorso Alpino del Piemonte, nelle varie sottosezioni con il ritorno - senza autocertificazione - alle escursioni in montagna dopo il lockdown. Il bilancio, per il momento parla di due morti. Il primo è uno scialpinista di 50 precipitato a Punta Collerin, nella zona di Balme. Il secondo è un uomo che insieme a un compagno stava praticando canyoning in un torrente nel Vallone del Piantonetto: il corpo è stato individuato in condizioni definite "incompatibili con la vita" ed è in via di recupero.

LA NOTA DELL’UNCEM: TROPPI INCIDENTI

Così l’Uncem, l’Unione dei Comuni Montani, è intervenuto con una nota.
La riportiamo di seguito: “Tante persone oggi hanno raggiunto le valli montane piemontesi in queste ultime 48 ore. Un week end che - lo aspettavamo - ha portato moltissime persone in montagna. Ma colpisce stasera un dato e cioè quello degli interventi del Soccorso Alpino e Speleologico, con Vigili del Fuoco, 118, Croce Rossa, Anpas, Soccorso della Guardia di Finanza, Forze dell'Ordine. Due morti, tanti feriti. Troppi incidenti. E mentre Uncem nazionale ha diffuso cinque consigli per chi sale nelle valli in questi giorni post-lockdown (https://uncem.it/week-end-di-grandi-presenze-in-montagna-uncem-sindaci-ed-esercenti-soddisfatti-ma-rispetto-delle-regole-e-fondamentale-cinque-consigli-da-uncem/) occorre ricordare, da parte di Uncem, che la montagna non è il parco giochi della città e non è un'area pericolosa. Non è la montagna che uccide o ferisce. "Lo diciamo da sempre - spiegano Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem, e Lido Riba, Presidente della Delegazione regionale - la montagna non uccide. Chi la frequenta, chi pratica attività sportiva, ludica, outdoor, deve rispettare i propri limiti, di preparazione in primo luogo, e rispettare il livello di rischio delle stesse aree montane. Da conoscere prima di partire di casa. La montagna ha precisi limiti che vanno colti. Anche limiti di fisici di accoglienza, che non si possono derogare, come ricorda Roberto Colombero, membro della Giunta Uncem". 
Rileva Antonio De Rossi, Architetto, Professore del Politecnico di Torino, ideatore della rete Riabitare l'Italia": "Oggi il più grande assalto alle montagne piemontesi che si ricordi a memoria d'uomo dal 1975 - scrive l'Architetto di San Secondo di Pinerolo -. Forse sarebbe opportuna una riflessione e una qualche progettualità politica. Metromontana". "Riflessione che dobbiamo, vogliamo fare, che deve vedere i Comuni attenti e le Unioni montane capaci di programmare e definire strategie. Ci stiamo lavorando. Ma come prima cosa oggi occorre ringraziare le donne e gli uomini di Soccorso Alpino, 118, Forze dell'Ordine per il grandissimo, instancabile lavoro svolto", sottolineano Riba e Bussone. 

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