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“A giugno e luglio oratori, cortili e aree di gioco chiusi,  niente campeggi”

Il vescovo di Mondovì dichiara che per il pericolo della pandemia è ancora troppo grande la responsabilità per i giovani educatori

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“A giugno e luglio oratori, cortili e aree di gioco chiusi,  niente campeggi”

Egidio Miragoli, vescovo della Diocesi di Mondovì

“Purtroppo, nonostante alcuni segni di regressione, il virus permane, e ciò ha indotto a una normativa assai esigente, che molto vincolerebbe le attività e pesantemente graverebbe di responsabilità gli organizzatori. Facile è quindi immaginare quanto, nelle attuali condizioni, si troverebbe in difficoltà una realtà come quella degli oratori, basata sul volontariato e sul coinvolgimento di educatori molto giovani mossi dall’entusiasmo e dalla passione per il lavoro educativo con i più piccoli, ma esposti al rischio dell’errore o della impreparazione a fronte di norme rigide e severe e in un periodo di non ancora estinta pandemia”. Così il vescovod i Mondovì monsignor Egidio Miragoli spiega la decisione, a giugno e luglio, la proroga della chiusura di locali parrocchiali e oratori: no a iniziative formative o ricreative, «né occasionali (riunioni, pranzi e cene), né programmate e continuative» (oratorio estivo). Nello stesso periodo «chiusi i cortili, le aree gioco, gli impianti sportivi e qualunque struttura simile in qualunque modo denominata».

Ecco il resto del comunicato della Diocesi: «Nei giorni scorsi è stato pubblicato il protocollo della Regione Piemonte sulle attività estive dei ragazzi: “Nuova disciplina per la programmazione e gestione in sicurezza delle attività dei centri estivi per bambini e adolescenti nella fase 2 dell’emergenza covid-19”. Il documento era necessario perché la Diocesi valutasse la possibilità di intraprendere le consuete iniziative ricreative e formative nel solco della nostra tradizione oratoriana. Era questa, indubbiamente, una ricchezza che offriva, nel corso dell’estate, momenti significativi di socializzazione e di crescita per i ragazzi e gli adolescenti, oltre che un valido supporto alle famiglie. Pertanto, tutto valutato, dopo aver sentito anche i Vicari di Zona e i responsabili della Pastorale Giovanile e Vocazionale diocesana».

E infine: «Qualora altri enti proponessero di organizzare attività estive per i ragazzi e gli adolescenti, sotto la loro responsabilità e in luoghi propri, in collaborazione con le parrocchie, queste potranno valutarne l’opportunità sul piano pastorale, purché non siano richieste o coinvolte le strutture parrocchiali, né la responsabilità dei sacerdoti.

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