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Gabrielli, Polizia: «Mantenere Ceva come ufficio distaccato della Questura non è fuffa, ma una decisione utile al territorio»

Il Capo della Polizia: «In Piemonte previsti 146 agenti in più, 14 a Cuneo»

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Gabrielli, Polizia: «Mantenere Ceva come ufficio distaccato della Questura non è fuffa, ma una decisione utile al  territorio»

Nella foto, il prefetto Gabrielli nella caserma di Ceva

CEVA - "La scelta di chiudere la Polstrada di Ceva come altre in Italia non è una privazione né il capriccio di un burocrate che non ascolta il territorio. Non abbiamo depotenziato il presidio stradale. Ho letto questa tesi, ma è falsa. Abbiamo invece trasformato il presidio di Ceva in un ufficio avanzato sul territorio, dando un servizio utile alla popolazione. Un'occasione più unica che rara, che abbiamo colto al volo e di cui vi ringrazio". Così il prefetto Franco Gabrielli, capo della polizia, questa mattina nella sala Borsi di Ceva, prima di firmare una convenzione per la "cambiare" in autunno la polstrada in un ufficio dove richiedere e ottenere pratiche di polizia amministrativa: passaporti, licenze, porto d'armi.
    "La polizia stradale - ha aggiunto Gabrielli - è stata e sarà potenziata ancora: previsto in provincia di Cuneo il passaggio da 32 a 46 agenti, con molte più pattuglie sul territorio, mentre la specialità della polstrada di Piemonte e Valle d'Aosta aumenterà di 146 unità".
    All'incontro erano presenti il vicepresidente della Regione Fabio Carosso, il sindaco di Ceva Vincenzo Bezzone, il questore di Cuneo Emanuele Ricifari e il ministro alla Pubblica amministrazione Fabiana Dadone, agli ultimi giorni di gravidanza. "E' la mia prima uscita pubblica sul territorio dopo la pandemia. - ha detto - E vorrei per prima cosa ringraziare le forze dell'ordine guardandole negli occhi per il lavoro fatto per la nostra sicurezza in questi mesi". (ANSA).

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