MENU

Video razzista del giovane monregalese: la condanna dei ministri Bonetti e Spadafora, di Emma Marrone e Paola Turci

Il giovane si scusa (attraverso un legale) e spiega che il video era privato

CONDIVI QUESTA NOTIZIA:
Video razzista del giovane monregalese: il commento di Emma Marrone e Paola Turci

MONDOVÌ – Torna d’attualità il video postato dal diciannovenne di un paese del Monregalese in cui si insultano (in modo insopportabile) le donne in generale, facendo riferimento ad un episodio che gli sarebbe accaduto e che coinvolgeva una donna di colore pesantemente vessata dalle parole offensive del giovane. Provincia granda ha già scritto sul tema, condannando il gesto anche in un fondo del giornale sia sull'edizione online che cartacea

Ora la pagina Facebook “Abolizione del suffragio universale” ha rilanciato la notizia e le cantanti Emma Marrone e Paola Turci hanno commentato così: la prima ha definito il video «abominevole, il picco massimo dell’ignoranza, il degrado, la seconda parla di un ragazzo «incapace di intendere e di volere».

LA NOTIZIA DIVENTA UN CASO NAZIONALE

La notizia sta rimbalzando a livello nazionale con il video che, evidentemente, sta ancora girando. Il giornale online "Open" ha riportato oggi la notizia ed ha interpellato, in merito, la Monregale Calcio.

Ecco che cosa riporta "Open": «Condanniamo fortemente quelle parole, pesanti, razziste e sessiste. E ne prendiamo le distanze. Non possiamo dire, però, se abbiamo sospeso il ragazzo, la situazione non è semplice. Le confermo solo che abbiamo preso un legale per tutelare la nostra immagine». A dircelo è Roberto Formento, segretario della squadra di calcio Monregale che, poi, conferma a Open la decisione del club di cancellare alcuni commenti sulla pagina Facebook poiché pieni di «bestemmie». «Abbiamo allontanato il calciatore? Non posso dirlo. Per il momento siamo fermi, nessuno si allena. Quando sarà il momento delle convocazioni, lo vedrete». Pur non confermandolo, sembra chiara la volontà della squadra di non avere più a che fare con il giocatore, avendone già preso le distanze pubblicamente (e avendo persino nominato un legale). E infine: «Abbiamo anche provato a creare una squadra femminile ma, visto che non avevamo raggiunto un numero sufficiente, non l’abbiamo formata». Segno che la squadra non può tollerare quell’atteggiamento e quelle frasi nei confronti delle donne. Il sito del club, intanto, risulta irraggiungibile e il ragazzo non è più rintracciabile sui social.

IL MINISTRO ELENA BONETTI (PARI OPPORTUNITA'):

«Doloroso sentire queste parole da un uomo così giovane»

Anche il ministro per le Pari Opportunità Elena Bonetti è intervenuta commentando il caso sulla sua pagina Facebook. Ecco il testo: «Addolora sentire parole simili, specie da un uomo così giovane. Le condivido non per suscitare rabbia nei suoi confronti, temo ahimé che questa storia ne abbia già mostrata tanta. E la rabbia non costruisce mai, non ne abbiamo alcun bisogno. Condivido perché ci sia più consapevolezza tra di noi della responsabilità che tutti abbiamo nell'educare i più giovani e degli effetti che l'odio ha sulla loro formazione e sulla possibilità di crescere come cittadini capaci di concepire il bene comune. Mi aspetto che da parte della società Monregale Calcio e dalla FIGC arrivino adeguati provvedimenti e dal giovane Marco Rossi le scuse doverose alla persona, a tutte le persone, che con le sue parole ha ingiustificabilmente denigrato».

IL MINISTRO SPADAFORA: "SONO DISGUSTATO"

Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora su Facebook ha condannato senza appello i video di stampo razzista del giocatore 19enne. Ha sottolineato di aver apprezzato la presa di posizione del Monregale Calcio che “giustamente ha preso provvedimenti e sospeso il giocatore”. Quindi ha ricordato che lo sport ha il compito di veicolare messaggi sani e positivi. Dunque non si può affatto accettare che un giovane atleta “si esprima in questo modo”. Il ministro ha evidenziato che le istituzioni devono impegnarsi ancora di più per la tutela della parità di genere e per frenare qualsiasi tipo di discriminazione razziale.

In conclusione, ha ricordato che in questi giorni alla Camera dei Deputati si sta tenendo il dibattito relativo alla legge contro l’omofobia. Un testo e un confronto che vanno “esattamente in questo senso”.

LA DIFESA DEL GIOVANE AFFIDATA AD UN LEGALE

L'avvocato Alessio Ghisolfi ha diffuso una nota assumendo la tutela legale del diciannovenne protagonista del video. Ecco il testo: “Assumiamo una doverosa posizione in ordine all’episodio relativo ad un video privato, diffuso ad insaputa del mio assistito e senza alcun suo consenso, su canali social e strumenti multimediali. Questo frame destinato una visione privata, e non pubblica, ha destato clamore, in considerazione dei toni utilizzati, elevandosi a manifesto e programma politico, mentre in realtà si è trattato di una sceneggiatura privata che tale resta.

Tutti ne stigmatizziamo i contenuti ma prima dobbiamo comprendere che si tratta di una sceneggiatura da vedere e cancellare tra amici; un gioco che non piace, appositamente utilizzo questo termine,  ma che ha un solo movente privato e non pubblico come l’illecita diffusione gli ha attribuito.

Non ha infatti un fine divulgativo e meno che mai è stato concepito con l’obiettivo di divenire strumento di diffusione di odio come un suo utilizzo distolto, ad opera di terzi, ha invece prodotto.

Una condotta privata che diviene certamente paradossale, non condivisibile e provocatoria  a maggior ragione quando si eleva a lettura pubblica nell’epoca della velocità e dei social e nell’attuale panorama di dura conquista dei diritti e delle libertà.

Mio tramite Marco, dopo giorni di riflessione trascorsi nel dolore, si scusa oggettivamente ed a prescindere con quanti possano essersi sentiti toccati su un tema con cui giustamente è molto difficile scherzare, forzare la mano, provocare anche nel proprio privato; l’approccio provocatorio e l’indignazione generale determinato dalla rivista parigina Charlie Hebdo, in questi anni, ha molto segnato il dibattito internazionale sul tema e sul valore delle parole.

Ma questo video non era destinato alla sua diffusione pubblica, non è mai stato questo il suo obiettivo e non è la rappresentazione di questo ragazzo di 19 anni: egli conosce la storia e si è rivolto a me poiché ha vissuto l’esperienza del treno della Memoria che li ha portati ad Auschwitz; conosce le conseguenze del tema che oggi trattiamo e che ha vissuto un sopravvissuto alle barbarie delle leggi del 1938 che lo stesso, accoratamente, ha raccontato a Magliano Alpi e nel libro testimonianza che ho firmato con Giancarlo Caselli.

Estrapolare illecitamente un video da un contesto privato e diffonderlo attribuendogli un movente  non è rappresentare il pensiero e l’obiettivo di Marco, che corre sui campi di calcio con compagni di ogni etnia, il quale si scusa con tutti, con le persone citate e con la sua famiglia"

Ulteriori informazioni sull'edizione cartacea

Edicola digitale

Sfoglia

Abbonati

le più lette

LE ALTRE NOTIZIE

Powered by Gmde srl