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Offerta di Intesa per Ubi: si alza il prezzo e le Fondazioni dicono sì

Il cda della Crc aderisce: «Un grande risultato per il nostro territorio»

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Offerta di Intesa per Ubi: si alza il prezzo e le Fondazioni dicono sì

A dieci giorni dalla conclusione dell'offerta pubblica di scambio su Ubi Banca arriva, in modo forse non del tutto inatteso, il miglioramento delle condizioni dell'operazione fissate lo scorso febbraio. Il Cda di Ca’ de Sass, riunito in sede straordinaria, ha infatti deciso di aumentare il corrispettivo unitario dell’Offerta, riconoscendo per ciascuna azione di Ubi Banca oltre a 1,7 azioni ordinarie di Intesa Sanpaolo un corrispettivo in denaro pari a 0,57 euro. L’effetto? E’ la mossa che i grandi soci aspettavano, e piega le resistenze iniziali di due dei protagonisti del Car, il nocciolo duro degli azionisti che detiene il 19% dei titoli. La prima ad annunciare l’adesione è Banca del Monte di Lombardia, che conferirà il suo 4,96%, in serata si accoda la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, primo azionista dell’istituto bergamasco con una quota superiore al 5 per cento.

LA POSIZIONE DELLA FONDAZIONE CRC

Il comunicato stampa della Fondazione Crc: “Fondazione CRC, fin dal momento della comunicazione alla stampa dell’offerta pubblica di scambio di Intesa Sanpaolo su UBI Banca, ha espresso le proprie riserve sulle condizioni previste nella stessa, ritenendo che non valorizzassero appieno la forza e le potenzialità della banca conferitaria.

A partire da questa posizione critica, si sono avviati i più opportuni approfondimenti tecnici e confronti, durante i quali Intesa Sanpaolo ha dimostrato una disponibilità all’ascolto e un riconoscimento dell’importanza, in questa operazione, del territorio cuneese, rappresentato da Fondazione CRC quale primo azionista istituzionale di UBI Banca.

A seguito di queste interlocuzioni, Intesa Sanpaolo ha deliberato un miglioramento dell’offerta pubblica di scambio, con una componente cash da riconoscere a tutti gli azionisti di UBI aderenti, in misura proporzionale al possesso azionario, pari a 652 milioni di euro.

Queste nuove condizioni di offerta sono state analizzate approfonditamente, con il supporto degli advisor Société Générale e Studio Pavesio e Associati, dal Consiglio di Amministrazione e dal Consiglio Generale della Fondazione, riunitisi questa sera. Entrambi gli Organi hanno espresso un forte apprezzamento per il lavoro svolto dal Presidente e dalla struttura, ed hanno unanimemente ritenuto che questi nuovi valori di offerta rappresentino un riconoscimento del valore patrimoniale, organizzativo e commerciale di UBI Banca, valore evidenziato pienamente, anche nell’ultimo periodo, dalle comunicazioni e dalle iniziative del Consiglio di Amministrazione della banca stessa.

Appena assunta la deliberazione, Fondazione CRC ha tempestivamente avvisato i soci del CAR, con i quali si è affrontata l’operazione in stretta e continua collaborazione, segnalando le nuove condizioni di offerta e la propria posizione favorevole all’adesione.

L’apporto monetario aggiuntivo si quantifica, per Fondazione CRC, in circa 40 milioni di euro di capitale: questa cifra (0,57 euro) sommata al prezzo di mercato raggiunto dal titolo UBI Banca in data odierna (3,27 euro) porta la Fondazione ad effettuare un’operazione positiva rispetto ai valori contabili di carico.

Oltre agli aspetti economici, l’adesione all’OPS da parte di Fondazione CRC ha anche considerato positivamente gli impegni, dichiarati pubblicamente da Intesa Sanpaolo in caso di successo dell’offerta, relativi all’organizzazione territoriale della nuova realtà aggregata: tra questi, l’istituzione, a Cuneo, di una nuova Direzione Regionale e di una unità della nuova Impact Bank di Intesa Sanpaolo, gli impegni alle assunzioni di giovani a fronte di uscite esclusivamente su base volontaria, il mantenimento delle linee di credito ai clienti comuni di UBI Banca e Intesa Sanpaolo senza alcuna riduzione”. “La compattezza degli organi della Fondazione Crc ha consentito di ottenere un grande risultato per il nostro territorio”, dichiara Giandomenico Genta, presidente della Fondazione CRC.

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