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Riparte la campagna “Io compro in valle”

Camera di Commercio e Uncem unite per il rilancio delle vallate e dei Comuni montani

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Riparte la campagna “Io compro in valle”

Anche quest’anno è ripartita la campagna promozionale “Io compro in valle: il mio paese vivrà”: azione sostenuta dalla Camera di Commercio di Cuneo in collaborazione con Uncem. Con l’arrivo della bella stagione la Camera di Commercio ha rilanciato tale messaggio, attraverso la stampa di manifesti da apporre nei comuni di montagna e dell’Alta Langa e vetrofanie da distribuire a tutti gli esercizi commerciali ubicati negli stessi territori. L’iniziativa intende sostenere le attività imprenditoriali dei piccoli esercizi commerciali dei paesi di valle, autentiche roccaforti economiche e sociali delle aree collinari e montane del nostro territorio.

Sin dal 1996, con iniziative analoghe, l’Ente camerale cuneese sensibilizza turisti e cittadini sulla fragilità delle attività economico-commerciali presenti nei paesi montani e rurali della provincia Granda. Si tratta di un patrimonio radicato ed irrinunciabile in termini di competenza, ospitalità, presidio territoriale che subisce quotidianamente l’attacco della Grande Distribuzione e del crescente ricorso alle forme di commercio on line che in questo periodo di emergenza sanitaria hanno visto crescere vertiginosamente il proprio fatturato.

I dati sono inquietanti e richiedono azioni energiche e tempestive, prima che sia troppo tardi. Il 30% dei 136 Comuni totalmente montani del territorio cuneese è sprovvisto di negozi e la stessa percentuale di paesi ne ha soltanto più uno, ultimo baluardo contro la desertificazione commerciale. Il Piemonte, purtroppo, è maglia nera in questa classifica poiché circa il 40% dei Comuni italiani sprovvisti di negozi si trova nella nostra Regione con conseguenze drammatiche sotto il profilo economico e sociale quali la scomparsa dei luoghi di aggregazione e di coesione, la chiusura delle attività produttive locali incapaci di raggiungere la Grande Distribuzione, lo spopolamento di ampie porzioni territoriali, il peggioramento della qualità della vita delle fasce più deboli della popolazione, gravate da problemi di mobilità.

«La chiusura di un esercizio commerciale, ovunque si verifichi, è sempre un segnale negativo ma, nelle aree più fragili e disagiate, spesso diventa sinonimo di crollo demografico, abbandono e mancato presidio del territorio, desertificazione sociale ed economica - sostiene il presidente della Camera di Commercio di Cuneo Mauro Gola -. Oggi il lockdown ci ha fatto scoprire che è percorribile una nuova via di sviluppo, che coniuga la permanenza sui territori con la connettività e il lavoro, migliorando la qualità della vita e la sicurezza delle persone».

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