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Immigrazione clandestina, a rischio la sicurezza degli autotrasportatori

Il presidente di Astra Cuneo, Diego Pasero, chiede l’intervento del Governo

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Immigrati clandestini che tentano di attraversare i confini salendo di nascosto all’interno dei mezzi pesanti, mettendo di fatto a rischio non solo la loro incolumità, ma anche il lavoro e la sicurezza degli autotrasportatori. Dopo le reiterate segnalazioni da parte di diverse aziende associate, Astra Cuneo trasportatori associati si rivolge direttamente al Ministro dell’Interno, Luciana La Morgese, e al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, invitando il Governo ad occuparsi di un fenomeno preoccupante che rischia di danneggiare seriamente i conducenti di mezzi pesanti, lasciati soli ad affrontare questa situazione, senza alcun strumento e sostegno da parte dello Stato.

“Nonostante da tempo denunciamo queste situazioni di grave pericolosità subite dalle nostre aziende in tutta Italia, in particolare nelle zone prossime ai confini di Stato, e in rete continuino a girare video di situazioni surreali dove si vedono persone saltare da un veicolo in corsa in autostrada da oltre quattro metri di altezza ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta ai nostri appelli”, ha dichiarato Diego Pasero, presidente di Astra Cuneo.

La gravità della situazione degli scorsi anni è andata peggiorando ulteriormente alla luce dell’emergenza sanitaria in corso, dove i conducenti dei mezzi pesanti si trovano ora ad avere contatti più o meno ravvicinati con soggetti sconosciuti privi di qualsivoglia controllo sanitario.

“La rilevanza del problema – conclude Pasero - è sotto gli occhi di tutti: oggi un conducente ha ancora più paura a fermarsi in un’area di sosta perché rischia che durante la pausa qualcuno salga di nascosto sul veicolo e al momento della ripartenza magari ci scappi pure il morto o venga indagato dalla polizia di frontiera degli altri Paesi per reati legati all’immigrazione clandestina. Al Governo chiediamo pertanto un intervento concreto e non più rinviabile perché è a rischio la sicurezza degli autotrasportatori e, più in generale, l’incolumità di tutti coloro che viaggiano sulle nostre strade”.

 

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