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Anpci e sindaco di Garessio rispondono al ministro Costa (Ambiente):
«E’ la burocrazia ad impedire l’impiego di fondi per la prevenzione (se mai ci sono stati)»

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Anpci e sindaco di Garessio rispondono al ministro Costa (Ambiente):«E’ la burocrazia ad impedire l’impiego di fondi per la prevenzione (se mai ci sono stati)»

Nella foto, il disastro dell'alluvione a Garessio

«Noi amministratori dei piccoli Comuni pensiamo di avere le competenze per il controllo del territorio, pensiamo di conoscere i nostri fiumi, i nostri torrenti, le nostre strade, i nostri ponti, i nostri boschi e i nostri monti. Sappiamo cosa c’è da fare per anticipare e limitare i danni perché il territorio lo viviamo, lo sudiamo ogni giorno. Quello che spesso ci impedisce di usare al meglio i tanto agognati fondi è la burocrazia. E’ quel modo tutto vostro (dello Stato) di scrivere i bandi, quel modo in cui non si capisce, per noi poveri amministratori di piccoli comuni, se i soldi li volete davvero dare oppure no». Franca Biglio, presidente dell’Associazione nazionale Piccoli Comuni non ci sta a leggere le parole del ministro all’Ambiente Sergio Costa nell’intervista di lunedì sulle pagine nazionali de “La Stampa” in cui il rappresentante del governo avrebbe affermato: «I soldi contro il dissesto ci sono, i Comuni non sanno spenderli». Replica al ministro anche il sindaco di Garessio Ferruccio Fazio che, a sua volta, ha ricoperto, in passato, incarichi nell’esecutivo nazionale (alla Sanità): « Non è vero che i sindaci non sono in grado di spendere i fondi. Se non li spendiamo è perchè quei fondi non ci sono e se è vero che fossero (7 miliardi) mi chiedo perchè non siano mai stati usati per migliorare le condizioni di territori come il nostro dal punto di vista dell’ambiente e della prevenzione ambientale. Scaricare le colpe sugli amministratori locali, serve solo a coprire il fatto che il ministero non riesce a dare regole agili di comportamento. Attribuire la colpa ai Comuni è il segnale dell’incompetenza del governo nazionale. Amministriamo i paesi poche risorse e tanti trasferimenti all’ente centrale, con il continuo depauperamento dei servizi decentrati».

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