MENU

Mondovì, casa di riposo Sacra Famiglia, ancora una dimissione dal CdA: sintomo di una situazione preoccupante?

I consiglieri comunali di minoranza: «Se è vero che c’è un bilancio in sofferenza, le conseguenze potrebbero abbattersi sugli ospiti»

CONDIVI QUESTA NOTIZIA:
Mondovì, casa di riposo Sacra Famiglia, ancora una dimissione dal CdA: sintomo di una situazione preoccupante?

 

MONDOVÌ – “Ci dobbiamo preoccupare?” E’ la domanda che si pongono i consiglieri comunali in minoranza Luciano D’Agostino, Guido Tealdi, Laura Barello e Giampiero Caramello e il riferimento è alle recenti dimissioni di Bruno Lombardi, vice presidente del Sacra Famiglia tornato a far parte del cda solo da gennaio. Riceviamo e pubblichiamo di seguito la nota dei consiglieri.

«Nulla è dato sapere sullo stato di salute dell’ente, ma le poche notizie che trapelano parlano di una situazione economica grave: cosa sta succedendo? chiediamo al Sindaco di intervenire prima che sia troppo tardi.

Il consiglio di amministrazione (CdA) della casa di riposo Sacra Famiglia vive da qualche tempo un costante travaglio interno fatto di contrasti, dimissioni e avvicendamenti continui: un sintomo che preoccupa.

L’ultima di una serie di dimissioni risale alla settimana scorsa: il vice presidente dell’ente (persona di esperienza), da poco nominato, ha deciso di lasciare il ruolo in modo improvviso. Poco tempo prima, riferendosi ai problemi dalla casa di riposo, sui giornali locali denunciava: ‘Siamo stati lasciati soli in una situazione drammatica, ora dobbiamo fare i conti delle spese… senza nessuna risorsa aggiuntiva’.

CHE COSA STA ACCADENDO

Conosciamo tutti il dramma, prima di tutto umano, vissuto dalla struttura a causa del Covid-19 anche se da più parti era arrivata la denuncia che la situazione era sfuggita di mano e che forse tale tragedia si sarebbe potuta evitare.

Articoli di stampa dicono che l’attività e i servizi si sono normalizzati e che finalmente la sicurezza degli ospiti e del personale è stata pienamente ripristinata: ottima notizia!

C’è da pensare, però, che a causa delle minori rette incassate e delle maggiori spese affrontate la situazione dei conti sia fuori controllo, ma nulla è dato sapere sull'effettivo stato di salute finanziaria della struttura.

In un Ente sano, in termini di bilancio, difficoltà di questa portata potrebbero essere superate ma le notizie giunte sui disavanzi di parte corrente registrati in questi ultimi due anni dalla struttura non sono per nulla rassicuranti.

SCELTE SBAGLIATE?

Un aggravarsi dei conti che pare coincidere con l’arrivo del nuovo CdA (nominato dall’Amministrazione comunale) ed in particolare con la trasformazione dell’Ente in Azienda pubblica di servizi: una scelta arrivata in extremis dopo un anno di acceso dibattito e contrasti interni. 

Come consiglieri comunali avevamo pubblicamente espresso i nostri dubbi. Se trasformata in azienda pubblica le spese di funzionamento sarebbero state troppo alte e l’equilibrio economico difficile da raggiungere. Ci eravamo, infatti, domandati: perchè la quasi totalità delle case di riposo (Ipab), come la Sacra Famiglia, si sono trasformate in Fondazioni di diritto privato?

Gli effetti economici del nuovo assetto pubblico insieme a quelli dovuti al virus ci rendono molto preoccupati: le diverse dimissioni dal CdA (ora quella del vice-presidente) paiono denunciare una situazione più compromessa di quanto si immagina.

CHIEDIAMO L’INTERVENTO DEL SINDACO

Ci rivolgiamo, quindi, nuovamente al sindaco perché riteniamo abbia il dovere di informare della situazione e di intervenire: è indispensabile che l’Amministrazione comunale (responsabile dell’operato del Cda) si faccia carico di trovare soluzioni ai problemi gestionali e metta in campo un sostegno economico straordinario a favore della casa di riposo.

Bisogna intervenire prima che sia troppo tardi. Non vorremmo trovarci a leggere con rassegnazione che questo indispensabile punto di riferimento socio-sanitario possa essere commissariato o comunque sottoposto a ‘cure da cavallo’ per rimettere in ordine i conti della struttura».

LE CONSEGUENZE POSSIBILI

Le implicazioni che questo avrebbe sono evidenti a tutti: le sofferenze economiche verrebbero 'scaricate' sui ricoverati aumentando le rette (cosa già in parte avvenuta) e i servizi affidati a soggetti esterni che pagheranno meno il personale, con il rischio di compromettere il livello dei servizi a discapito degli stessi utenti.

Speriamo davvero che tutto questo possa essere scongiurato e che il Sacra Famiglia possa continuare ad assicurare il livello di servizi che da oltre 130 anni mette a disposizione dei nostri cittadini anziani e più fragili.

Certo è che l'assenza fin qui dell'Amministrazione Comunale è assordante.

 

Ulteriori informazioni sull'edizione cartacea

Edicola digitale

Sfoglia

Abbonati

le più lette

LE ALTRE NOTIZIE

Powered by Gmde srl