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Nuovo Dpcm: mascherine obbligatorie all’aperto, limitazioni alle feste private
Bar e ristoranti: non ci sarà la “serrata” alle 23

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Nuovo Dpcm: mascherine obbligatorie all’aperto, limitazioni alle feste private Bar e ristoranti: non ci sarà la “serrata” alle 23

La misura più forte è l’obbligo della mascherina all’aperto. È alla base dei criteri che prorogano lo stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021. In più i provvedimenti più restrittivi potranno essere rivisti se la curva epidemica dovesse crescere. Lo scopo: non stressare le strutture ospedaliere con la crescita dei degenti nei reparti e, peggio, nei reparti di rianimazione.

Il nuovo decreto stabilisce «l’obbligo di avere sempre con sé, al di fuori della propria abitazione, dispositivi di protezione individuale, con possibilità di prevederne l’obbligatorietà dell’utilizzo anche all’aperto allorché si sia in prossimità di altre persone non conviventi». Si tolgono poi quando si è seduti al bar o al ristorante. Al chiuso resta l’obbligo di indossarla quando non si può mantenere un metro gli uni dagli altri. All’aperto come al chiuso sono esonerati dall’obbligo i bambini sotto ai 6 anni, chi sta facendo attività sportiva o motoria e le persone che abbiano patologie incompatibili con l’uso della mascherina. Per chi non rispetta gli obblighi multe salate da 400 a mille euro.

In realtà sono restrizioni già in atto in alcune regioni d’Italia. A Mondovì l’ordinanza comunale dice che è d’obbligo vicino alle scuole negli orari di ingresso e di uscita.  Provvedimento poi adottato anche a livello regionale. Ci sono i casi in cui è possibile toglierle: quando le persone sono da sole, altrimenti la mascherina non potrà essere evitata, così se non c’è pericolo di incontrare altre persone. E ancora: se si va in auto, sullo scooter o in bici. Per il resto niente deroghe. Il concetto è: come ci si deve comportare già da tempo in luoghi chiusi o quando non è possibile il distanziamento di un metro. Una misura ritenuta indispensabile soprattutto per evitare che i ragazzi — che sono nella maggior parte asintomatici possano contagiarsi all’uscita delle scuole oppure nei luoghi di aggregazione dove le precauzioni sono inevitabilmente minori, ricalcando, quindi, il testo dell’ordinanza del 16 agosto scorso del ministro della Salute Roberto Speranza che obbligava «di usare protezioni delle vie respiratorie anche all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie, lungomari)».

ASSEMBRAMENTI NON CONSENTITI:

MULTE E CONTROLLI

Il divieto di assembramento rimane in vigore e dovrà essere ancora più stringente. Linea condivisa dal governo che nel provvedimento evidenzierà tutte le regole per evitare «aggregazioni anche occasionali nelle ore serali e nei fine settimana».

Ci sarà, così un richiamo forte alla necessità di potenziare i controlli e soprattutto di multare tutti coloro che non rispettano le regole, esattamente come accaduto nei mesi del lockdown. Saranno soprattutto gli agenti della Polizia Locale ad effettuare questo tipo di verifica, ma la circolare firmata due giorni fa dal prefetto Bruno Frattasi, capo di gabinetto della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, prevede che anche l’esercito dell’operazione “Strade Sicure” potranno occuparsi della vigilanza. Previste sanzioni pesanti: da 550 a 3.000 euro per chi non indossa la mascherina o la porta sotto il mento, multe e possibilità di chiusura per i locali che non faranno rispettare i divieti.

NON SI POTRÀ ANCORA BALLARE

Non si potrà ancora ballare. Il riferimento è sempre al provvedimento del 16 agosto. Il limite indicativo per le feste dopo le cerimonie è di 200 persone che dovranno comunque osservare tutte le precauzioni già previste per il resto della vita quotidiana.

BAR E RISTORANTI

Non sono previsti (come anticipato, invece, nei giorni scorsi) orari di chiusura anticipati per bar e ristoranti. Seguirà comunque l’andamento dei contagi e intanto lascerà alle Regioni il compito di decidere: in Campania la serrata è ora alle 23.

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