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Acem: «Lascio, prima che sia sostituito, perchè sento più di essere sopportato che supportato»

Il presidente Gian pietro Gasco rivela le motivazioni dietro alla scelta di dimissioni da presidente del Consorzio per la raccolta e trattamento dei rifiuti

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Acem: «Lascio, prima che sia sostituito, perchè sento più di essere sopportato che supportato»

Nella foto, Gian Pietro Gasco

MONREGALESE – Una lettera dura, che non lascia spazio ad interpretazioni. L’ha inviata il presidente dell’Acem Gianpietro Gasco al consiglio di amministrazione ed al presidenti dei sindaci del consorzio che si occupa di raccolta e trattamento dei rifiuti. La decisione è stata resa pubblica giovedì, alla vigilia del suo nuovo impegno, in consiglio comunale a Vicoforte, come consigliere di opposizione: la prima seduta si è svolta giovedì sera. L’Acem è il consorzio che raduna 87 Comuni tra Monregalese, Langa e Cebano. Le dimissioni del presidente non avranno effetto immediato, perchè Gasco le ha annunciate, lasciando il tempo tecnico per la sostituzione, senza una sofferenza per “vacatio” che avrebbe messo in difficoltà il Consorzio.

Pubblichiamo, di seguito, la lettera.  

«Con la presente, per ragioni personali e dopo attenta riflessione, comunico l’intenzione di rassegnare le dimissioni dalla carica di Presidente dell’A.C.E.M., Azienda Consortile Ecologica del Monregalese, dando nel contempo la disponibilità, anche considerando il momento di emergenza alluvionale in atto, a mantenere l’incarico per un breve periodo da concordare e per consentire l’attivazione delle procedure per la nomina del successore.

Dopo aver lavorato per anni a servizio della comunità civile e dopo aver valutato il limitato reale apprezzamento per il mio operato, tenuto anche conto delle rinunce e dei sacrifici personali e della mia famiglia, non trovo motivazioni valide per proseguire in tutti gli ambiti del mio impegno civico e per mettere a disposizione le mie competenze, la mia esperienza ed il mio tempo libero.

Soprattutto in questi ultimi anni ho rivestito vari incarichi pubblici o di interesse pubblico a titolo gratuito, senza rimborsi spese ed accollandomi tutti i costi ed i rischi connessi ai medesimi, alcuni molto rilevanti, oltre a vedere frantumare o limitare rapporti personali, non certo per mia volontà.

Ben comprendo che molti altri amministratori pubblici si dedicano con pari intensità al bene comune, ma credo che per me sia giunto il momento di fare altre scelte.

Ringrazio sinceramente i colleghi del Consiglio di Amministrazione, i revisori dei conti, i dipendenti, i collaboratori ed i consulenti di A.C.E.M. con i quali, per nove anni, ho condiviso un importante periodo del mio impegno civico fin dai primi momenti complessi e difficili della nomina a Presidente nel 2011 quando, supportato da Sindaci ed Amministratori Comunali di allora, abbiamo risanato l’azienda e, con il tempo, abbiamo posto in essere importanti operazioni di consolidamento economico-finanziario, tessuto ottimi rapporti con altri Consorzi ed Enti e gestito in modo efficace il periodo dell’emergenza Covid-19, oltre a costituire un’apposita società consortile che potrà gestire e salvaguardare l’importante patrimonio impiantistico finanziato dai Comuni del bacino. 

Nel corso degli anni il sostegno e la collaborazione dei Comuni nei miei confronti sono progressivamente diminuiti, tant’è che ho maturato l’impressione di essere più sopportato che supportato; giunto ora a pochi mesi dal termine del secondo mandato ritengo opportuno lasciare volontariamente l’incarico affidatomi prima di essere sostituito, in modo che si possa già sin da ora impostare il futuro senza miei condizionamenti (es. approvazione bilancio preventivo 2021, modifica della dotazione organica, attivazione di innovazioni operative nel rispetto del D.Lgs. 116/2020, valutazioni di importanti decisioni in merito al futuro dell’impianto di Magliano Alpi).

Con successiva lettera segnalerò tutto ciò che a mio avviso rappresenta pratiche in sospeso ed argomenti da affrontare nei prossimi mesi.

A chi mi sostituirà auguro sinceramente buon lavoro e di trovare soddisfazione e riconoscenza, considerata la gratuità dell’incarico».

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