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Garessio: il ponte Odasso verrà abbattuto entro 30 giorni

Lo stabilisce l’ordinanza firmata oggi dal sindaco Fazio

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Garessio: il ponte Odasso verrà abbattuto entro 30 giorni

GARESSIO – Dovrà essere demolito entro i prossimi 30 giorni il ponte Generale Odasso, a Garessio. Lo ha stabilito il sindaco Ferruccio Fazio, che oggi, venerdì 16 ottobre, a distanza di 13 giorni dall’alluvione del 2 e 3 ottobre, ha firmato l’ordinanza per l’abbattimento del viadotto che anche quest’anno, come già avvenuto nel ’94 e nel 2016, ha fatto diga alla piena del Tanaro e al materiale trasportato dal fiume, causando l’allagamento di buona parte della borgata del Ponte, tra piazza Marconi, via Vittorio Emanuele e via Aleramo.

“Il ponte Odasso si è dimostrato inadeguato al deflusso delle acque del Tanaro, provocando ogni volta gravi danni e costituendo costante pericolo per la popolazione – commenta l’ex ministro -. Era quindi indispensabile intervenire, anche alla luce dello studio sulle condizioni di criticità del fiume Tanaro in Garessio che abbiamo commissionato dopo il disastro del 2 e 3 ottobre, che ha confermato ed amplificato le ragioni di allarme già messe in luce dalla precedente relazione tecnica del dicembre scorso”.

“Di concerto con gli organi competenti e dopo aver avuto l’ok della Prefettura - dice ancora Fazio – in questi giorni abbiamo fatto le conferenze dei servizi per poter procedere allo spostamento dei sottoservizi, luce, telefono e gas. Nei prossimi giorni gli enti gestori sposteranno le reti. Seguirà la cantierizzazione dell'operazione di smantellamento. Una commissione apposita sta contattando le ditte che si occupano di queste opere. Contiamo di demolire il ponte quando prima, se possibile già entro i prossimi 10 giorni”.

Il sindaco conclude: “Gli studi evidenziano inoltre una situazione di generale criticità del bacino del Tanaro, legata alla forte presenza di materiale nell’alveo del fiume, sia in paese che nel tratto a monte, ed una situazione di ammaloramento e locale cedimento delle difese spondali in conseguenza dell’evento del 2 ottobre che rende vulnerabile il sistema difensivo del paese”.

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