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Nuovo Dpcm, lo sport amatoriale cambia
A Mondovì l'assessore Robaldo (Sport) non ci sta: «No agli ultimatum, le società applicano già protocolli di sicurezza»

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Nuovo Dpcm, lo sport amatoriale cambiaL’assessore Robaldo (Sport) non ci sta: «Non ci piacciono gli ultimatum, le società applicano già protocolli di sicurezza»

Con il nuovo Dpcm che il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ha presentato nella serata di domenica 18 ottobre, che richiede nuove restrizioni davanti al diffondersi della pandemia di coronavirus, il mondo dello sport italiano ha ricevuto nuove direttive da seguire nell'immediato. Se da un lato si ‘salvano' (ma solo per una settimana, poi ci sarà un nuovo riscontro in base ai dati che arriveranno) le piscine e le palestre, non sarà così per gli sport di contatto a livello amatoriale, come il calcetto che resterà vietato se non per sedute singole e di allenamento. Un provvedimento che è stato reso necessario sull'esame dello stato di emergenza sanitaria che vige ancora in Italia e che ha portato il Governo a fare un passo indietro rispetto agli ultimi mesi, nella speranza di limitare al massimo (senza un lockdown diffuso) il rischio contagi.

SPORT DI CONTATTO, DAL BASKET AL CALCETTO

Per tutti gli sport di contatto è arrivato un giro di vite. Salvate le situazioni di carattere nazionale e professionistico, per il basket, la pallavolo e il calcetto amatoriale tutto cambia. Se nella pallacanestro un settore provinciale di fatto non esiste e quindi si potranno continuare a giocare i vari campionati principali, con eccezione naturalmente dei campionati giovanili provinciali, nella pallavolo i comitati territoriali, ex provinciali, organizzano la Prima, la Seconda e l’eventuale Terza Divisione, sono stati tutti bloccati dal decreto in atto da lunedì 18 ottobre. Per il calcio a 5, il classico ‘calcetto' popolare, invece, il livello provinciale parte dalla Serie D per le categorie inferiori è tutto fermato.

IL CALCIO AMATORIALE E DILETTANTISTICO

Restano sospese tutte le attività amatoriali, per quanto riguarda il calcio: "sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni di interesse regionali e nazionali”, si legge nell'ultimo Dpcm del Governo, in cui si sottolinea anche come "l’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relativa agli sport di contatto sono consentite solo in forma individuale e non per gare e competizioni".  Grande responsabilità sarà data in mano ai vari sindaci che potranno intervenire con ulteriori limitazioni autonome, ma resta di fatto come saranno consentiti solo gli allenamenti per le scuole calcio.

L’ASSESSORE COMUNALE ROBALDO (MONDOVì): «STUPISCONO GLI ULTIMATUM. LO SPORT CONTINUI IN SICUREZZA»

«Non credo che dare un ultimatum possa esortare qualcuno a adeguarsi alle norme. Può, invece, far arrabbiare chi, con serietà, si è impegnato ed ha investito per consentire agli appassionati, ed a chi fa sport per motivi di salute, di vivere questa passione nella massima sicurezza possibile. Certo, i 'furbetti' (se così si possono definire) ci sono dappertutto, ma per quelli è necessaria l'azione di controllo e sanzione». Luca Robaldo, assessore comunale allo Sport per la Città di Mondovì critica le decisioni del governo annunciate domenica sera dal premier Conte. La ragione: le società sportive monregalesi hanno dimostrato di saper lavorare con serietà applicando i protocolli comuni, decisi insieme alle scoietà sportive.  «Durante il lockdown, le ASD non hanno potuto esercitare e, nel frattempo, hanno lavorato per adeguarsi alla miriade di DPCM e Protocolli che Governo, ISS, Regioni e singole Federazioni hanno emanato.

Condivido e promuovo prudenza e attenzione: come Amministrazione abbiamo approvato, fra i pochi in Granda, un documento utile per la gestione in sicurezza dei plessi di proprietà comunale e provinciale ed ai loro gestori ed utilizzatori chiediamo la condivisione dei propri protocolli e le autocertificazioni di chi utilizza gli spazi. Mi piacerebbe che non si pensasse allo sport di base come un'inutile seccatura, perchè alimenta tutto il mondo dello sport italiano e rappresenta un elemento insostituibile per il benessere, non solo fisico, delle persone di qualunque età».

VOUCHER SPORT DELLA REGIONE: 53 MILA EURO  A MONDOVì AI PRIVATI SOLO SE IN REGOLA

Robaldo prosegue: «Oltre ad un protocollo condiviso ed a chiedere estremo rigore nell'applicazione delle misure di sicurezza, anche attraverso le azioni di informazione/controllo/sanzione effettuate dalla Polizia Locale, abbiamo promosso la partecipazione di numerose attività al bando regionale appositamente istituito per supportare le ASD in questo periodo e, solo nella nostra città, sono stati erogati oltre 53 mila euro: ai privati, infatti, viene richiesta la medesima scrupolosità nell'adeguarsi alle nuove norme. Anche per questo motivo, al fine dell'erogazione del 'voucher sport', richiediamo si applichino rigorosamente le misure atte a garantire l'esercizio fisico nella massima sicurezza sanitaria. Auspico, quindi, non vi sia generalizzazione ed invito tutti (gestori e appassionati) a vivere questa 'nuova normalità' osservando scrupolosamente le norme di sicurezza".

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