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Sanzione da 400 euro dei carabinieri, all’interno due persone che consumavano: ricostruzione respinta dall’esercente

«Un sopruso chiudere il mio locale», barista protesta davanti al "Caffè Centro" di Farigliano

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«Un sopruso chiudere il mio locale», barista protesta davanti al "Caffè Centro" di Farigliano

Nella foto, la titolare del Caffè Centro all'esterno del locale

«Ho subito una grandissima ingiustizia, un sopruso: possono impedirmi di aprire ma non di rimanere in segno di protesta davanti al mio locale con le serrande abbassate». Non si dà pace Daniela Sorace, da due anni e mezzo titolare del Caffè Centro di Farigliano. È stata sanzionata dai carabinieri di Dogliani. «Io, mia nuora e mio figlio - ricostruisce la donna - stavamo pulendo dopo la chiusura del bar. Nel locale c’era un pizzaiolo che mi stava insegnando a preparare l’impasto in quanto sarei dovuta partire a breve con l’asporto: sui tavolini c’erano bicchieri ma non stavamo somministrando cibi o bevande».

Martedì, nell’ambito dei controlli effettuati nei locali della zona, i carabinieri hanno fatto visita anche al bar sito sotto i portici di piazza Vittorio Emanuele II. Solo stamattina, nel momento in cui ha ricevuto il verbale, la titolare ha appreso di dover sborsare 400 euro (280 pagando entro 30 giorni) oltre a chiudere per cinque giorni. Non coincide con il racconto dell’esercente, la ricostruzione dei carabinieri che sostengono invece di aver trovato, all’interno del locale, al momento del controllo, due persone intente a consumare. «Ho già contattato quattro avvocati e scritto al prefetto - aggiunge la titolare - perché intendo contestare il verbale. In un momento come questo far chiudere un’attività cinque giorni è qualcosa di assurdo: a maggior ragione perché io le norme le ho rispettate».

Casualmente, all’arrivo dei carabinieri, era presente nella zona dei portici un testimone d’eccezione: il primo cittadino Ivano Airaldi. «Ero in coda dal macellaio con un mio assessore - dice il sindaco -, a 20 metri dal locale che era chiuso. Siccome capiamo le difficoltà che incontrano le forze dell’ordine nel far rispettare le disposizioni e quelle delle attività costrette a chiudere alle 18, siamo dispiaciuti per quanto accaduto. Da parte nostra continueremo a essere vicini a tutti gli esercenti che abbiamo aiutato e continueremo a farlo per quanto è nelle nostre possibilità».

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