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Bongioanni (Fdi in Regione) replica al ministro Dadone dopo le critiche alla gestione del covid in Piemonte: «Chi abbiamo mandato a Roma?» - Risponde Martinetti (5 Stelle): «Fare bullesco, si rimbocchi le maniche»

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Bongioanni (Fdi in Regione) replica al ministro Dadone dopo le critiche alla gestione del covid in Piemonte: «Chi abbiamo mandato a Roma?» - Risponde Martinetti (5 Stelle): «Fare bullesco, si rimbocch

Nelle foto, Paolo Bongioanni e Fabiana Dadone

Scoppia il confronto duro. Tra il consigliere regionale Paolo Bongioanni, di Fratelli d’Italia e la ministra Fabiana Dadone, del Movimento 5 Stelle. Bongioanni ha reagito alle parole del ministro Fabiana Dadone, che nelle scorse ore aveva accusato il presidente della Regione, Alberto Cirio, di lamentarsi per il posizionamento in zona rossa del Piemonte senza avere fatto niente per evitarlo in termini sanitari e di trasporto pubblico.

«Noto con sorpresa che la ministra Fabiana Dadone di Carrù si è svegliata miracolosamente dal torpore, accompagnata a ruota dalla sindaca di Torino Chiara Appendino. Da piemontese e cuneese mi sarei aspettato che si prodigasse per difendere la sua terra dalla delirante collocazione in zona rossa da parte di un governo che rivela, per l’ennesima volta, incapacità e inadeguatezza, invece la ministra si è svegliata per attaccare il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, semplicemente perché quest’ultimo vuole avere chiarezza dal Ministro Speranza, sapere perchè si siano utilizzati dei dati vecchi di 11 giorni per calcolare i parametri che vanno a ferire, sfregiare e distruggere il polmone pulsante dell'economia della nostra terra: la piccola e media impresa del Piemonte e della Lombardia, oltre che a privare totalmente della libertà i cittadini di 4 Regioni italiane.

Non  conoscendo la storia del ministro Dadone ho fatto la cosa più semplice, sono andato a fare due ricerche su internet e su Wikipedia». Da qui in poi il consigliere regionale indica il curriculum del ministro: “Abbiamo un ministro della Repubblica italiana che come curriculum ha fatto qualche mese il praticante avvocato ed è stato bocciato all'esame di Stato per poi diventare deputato e quindi ministro, e che non è neanche stata eletta alle elezioni comunali di Mondovì, candidatasi nel maggio 2012». E prosegue: «Allora la considerazione che faccio è: ma chi abbiamo a Roma che ci governa? chi abbiamo a Roma che ci amministra? chi abbiamo a Roma che fa le leggi? Non dovremmo mandare a Roma la nostra migliore classe dirigente? Alla nostra ministra non riesce neanche la polemica nel tentativo di mettersi in vista. Le mancano le motivazioni credibili, le manca l’ironia necessaria. Cosa significa attaccare il governatore Cirio, responsabile di concrete prese di posizione, sbandierando che i piemontesi fanno poche chiacchiere e lavorano sodo? Ma lei parla con la gente comune, ascolta le loro doglianze, le loro esigenze, le loro attese, agendo di conseguenza? Lei legge mai le cronache drammatiche dei nostri giornali locali riguardanti le proteste di intere categorie di produttori e di lavoratori? Perchè non risponde alle grida di dolore dei suoi concittadini monregalesi e invece annuncia loro che sono arrivati alle scuole (chiuse) di Mondovì i banchi con le rotelle?» Non riparmia critiche nemmeno alla Appendino, sindaca di Torino che ha attaccato la Dadone sugli stessi temi legati alla gestioen della pandemia in Piemonte. Bongioanni conclude con una serie di domande: «Per quale motivo stanno cercando di distruggere l'economia che tiene in piedi l’Italia? Tutte domande a cui dovremmo dare una risposta, e che sicuramente io cercherò di dare nei prossimi giorni, ma la prima che mi viene a caldo è perché abbiamo mandato a Roma gente che non ha mai lavorato un giorno nella vita e che è completamente avulsa dal mondo del lavoro, dell'impresa e della produzione?»

Alla lunga lettera di Bongioanni, che abbiamo riportato in sintesi, risponde Ivano Martinetti, consigliere regionale di M5S Piemonte: «“Che persone abbiamo mandato a Roma? [...] La Dadone non ha mai lavorato in vita sua, non sa neanche fare polemica“, questo è il pensiero del collega Bongioanni di Fratelli d'Italia su un ministro che ha osato muovere delle critiche sulla gestione dell’emergenza covid da parte della giunta Cirio – scrive Martinetti -. Un attacco provocatorio e che indugia sul personale con un fare bullesco che noi uomini delle istituzioni dovremmo rifiutare con sdegno. 
In politica le critiche sono ben accette anche se a volte ripiegano sulla polemica strumentale ma andare a scavare sul personale è un comportamento vile. Ho come l’impressione che se facessi uno screening delle carriere lavorative, formative e scolastiche degli esponenti di Fratelli d’Italia o della maggioranza in Regione troverei gustose chicche. Ma non lo farei mai, preferisco giudicare per il lavoro che si sta facendo qui ed ora. Purtroppo la situazione è critica. In Piemonte dobbiamo darci molto da fare perché gli ospedali sono al collasso, il personale sanitario non ce la fa più e l’economia è a terra. La migliore risposta che Bongioanni e la sua giunta potrebbero dare al Ministro e al Governo è rimboccarsi le maniche per farci uscire tutti quanti da questo pantano. Come nella buona tradizione cuneese. Parlare poco e fare tanto».

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