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Le Regioni chiedono la revisione dei criteri che stabiliscono “i colori” della pandemia. Cirio indica prudenza nella zona rossa sperando nell’arancione

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Le Regioni chiedono la revisione dei criteri che stabiliscono “i colori” della pandemia. Cirio indica prudenza nella zona rossa sperando nell’arancione

Il presidente Cirio e la portavoce Josè Urso

Le restrizioni adottate in Piemonte iniziano a mostrare i primi effetti, con i contagi che scendono ancora e un numero di ricoveri stabile rispetto agli ultimi giorni. "Raccogliamo il frutto delle prime misure regionali, quelle che avevo anticipato in autonomia già ad ottobre - sottolinea il governatore Alberto Cirio -. Da questa settimana, poi, potremo iniziare a vedere gli effetti anche dell'introduzione della zona rossa. È un percorso, però, da vivere con molta prudenza e rigore. Giorno per giorno". Con 16.131 tamponi processati, sono 73 i decessi e 2.606 i nuovi positivi registrati nelle ultime 24 ore, mentre i ricoveri in terapia intensiva sono 384 (+6 rispetto a ieri) e negli altri reparti 5.150 (+76 rispetto a martedì). Ci sono dati in miglioramento rispetto a quelli di inizio novembre: fanno sperare il Piemonte di cambiare presto colore, passando da rosso ad arancione. Invita comunque alla "prudenza assoluta" il governatore Cirio, secondo cui non bisogna "allentare il rigore e il senso di responsabilità". E, soprattutto, occorre "lavorare concretamente ad una prospettiva che possa essere davvero stabile".
Giovedì è in programma un nuovo incontro tra il governatore e il gruppo di esperti ed epidemiologi di cui si avvale la Regione Piemonte. "Insieme a loro - spiega Cirio - definiremo le azioni da attuare a 2-3 settimane, sia per scongiurare un effetto ricaduta, sia per definire una migliore organizzazione dei nostri servizi territoriali, anche attraverso un utilizzo più efficace dei tamponi rapidi". L'obiettivo, conclude Cirio, è di "darsi delle regole indipendentemente dal colore, perché se si ricade nel comportamento estivo, a gennaio saremo di nuovo da capo".

Intanto le regioni vanno all’attacco dei 21 parametri che definiscono le zone di rischio Covid-19: gialla, arancione e rossa. Al termine della conferenza delle regioni hanno votato all’unanimità una revisione e hanno chiesto un incontro urgente con i ministri e il Cts. I governatori hanno chiesto un incontro urgente al governo. Il vicepresidente della conferenza delle Regioni, Toti, ha detto: «Vogliamo approfondire sistema di verifica degli indicatori di contagio, e verificare l’iter di assunzione delle decisioni finali in merito alla classificazione dei territori». L’iniziativa parte dal governatore leghista del Friuli Venezia Giulia, Fedriga.

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