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Che Natale ci attende? Le speranze, "i colori" della nostra regione, in attesa del nuovo Dpcm

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Che Natale ci attende? Le speranze, "i colori" della nostra regione, in attesa del nuovo Dpcm

Tutto dipenderà, dice il governo, dalla  curva epidemiologica: se questa si confermerà in discesa, il Piemotne potrebbe passare da zona rossa ad arancione. Che cosa vuol dire? La possibilità per i ristoranti di tornare a una semi-normalità e di tenere i negozi aperti anche di sera tardi, per spalmare le entrate dei clienti, favorendo comunque il contingentamento degli accessi nelle vie dello shopping, compresa la riapertura dei negozi “ordinari” dei centri commerciali, come Mondovicino. Insomma un attenuamento delle misure restrittive in quelle province dei territori della 'red zone' che hanno però dati epidemiologici migliori. Sono alcune delle ipotesi allo studio dell'Esecutivo, con i governatori che puntano ad un graduale allentamento delle misure in vista del Natale. Possibilmente già dopo il 4 dicembre, data in cui cessa l’efficacia dell’ultimo Dpcm.

Dopo il 4 dicembre «i negozi e i ristoranti potranno probabilmente ritornare ad una seminormalità se rispetteranno quelle regole. Sarà una quasi normalità, non un liberi tutti» ha detto Agostino Miozzo, coordinatore del comitato tecnico scientifico intervenendo a Porta a Porta, che ha aggiunto: «un Natale tradizionale ce lo dobbiamo scordare»

Il nuovo Dpcm in arrivo

In vista delle feste natalizie, con un raffreddamento della curva dei contagi e un Rt stabilmente sotto 1, il nuovo Dpcm - per non mortificare i consumi - potrebbe prevedere la possibilità di tenere i negozi per lo shopping aperti anche di sera tardi, per spalmare le entrate dei clienti e favorire comunque il commercio. Anche se le norme sono ancora tutte da definire, il governo punta a un Natale soft, con il divieto di cenoni e veglioni allargati, magari riproponendo il limite di sei persone per gli incontri a casa. Oppure lasciando i negozi aperti anche nelle aree arancioni (non solo in quelle gialle) ma con un contingentamento degli accessi nelle vie dello shopping. Il tutto per evitare una terza ondata di contagi a gennaio.

Natale sobrio senza feste

«A Natale dobbiamo già predisporci a passare le festività in modo più sobrio: veglioni, festeggiamenti, baci e abbracci non è possibile. Al di là delle valutazioni scientifiche occorre buonsenso. Una settimana di socialità scatenata significherebbe pagare a gennaio un innalzamento brusco della curva, in termini di decessi, stress sulle terapie intensive. Non ce lo possiamo permettere. Anche se pensiamo ci si possa scambiare doni e permettere all'economia» di crescere, ha detto il premier Giuseppe Conte nel suo intervento all'assemblea dell'Anci.

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