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Ceva: «Temiamo per le nostre case ogni volta che il livello del Tanaro si alza»

Lettera dei residenti al sindaco. Chiedono di essere parte dei progetti dell’amministrazione e l’abbattimento del ponte sulla strada provinciale

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Ceva: «Temiamo per le nostre case ogni volta che il livello del Tanaro si alza»

I detriti ed i resti lasciati dal fiume Tanaro dopo l'alluvione del 3 ottobre, ora coperti dalla neve

CEVA - «Siamo terrorizzati dal fatto che un’altra piena del Tanaro possa recare danni irreparabili alle nostre case, in una zona ampia che interessa circa 500 famiglie». I residenti di Ceva intorno a via Polveriera, Nosalini, Gatti, Borgo Sottano e all’Oratorio descrivono così lo stato di preoccupazione in cui si trovano ogni volta che c’è la minaccia o realmente le acque del Tanaro si gonfiano. E hanno scritto al sindaco di Ceva Enzo Bezzone, con una lettera protocollata sabato mattina al Comune di Ceva. «Per ora con una decina di firme per poter andare avanti con la parte burocratica – dicono-, ma ci sono tante persone che sottoscriveranno l’intervento che già conoscono». Che cosa dicono i residenti, in sostanza? «La recente alluvione del 3 ottobre – si legge nella nota - ha fornito la dimostrazione definitiva dei ritardi della messa in sicurezza del Tanaro e della necessità ormai impellente di intervenire per contenere gli effetti devastanti causati dai fenomeni meteorologici. Infatti, la frequenza e intensità degli stessi, unitamente ai relativi impatti nei confronti della comunità, non possono più essere negati o sottovalutati da nessuno e impongono, quindi, un’effettiva presa di posizione rispetto alle politiche del passato, risultate inadeguate e tardive e che hanno prodotto effetti devastanti e crescenti danni materiali». In sintesi che cosa chiedono? «Non intendiamo – proseguono - entrare nel merito delle opere di difesa che si vorranno realizzare, in quanto necessariamente dovranno essere stabilite da specifici studi idraulici, le nostre priorità sono l’adeguatezza delle stesse e la celerità di realizzazione. Riteniamo però che il processo partecipativo debba prendere in considerazione ufficiale anche le nostre osservazioni. È evidente la necessità di demolire urgentemente il ponte sulla Provinciale, in quanto per le sue caratteristiche crea un effetto diga in caso di piena e limita il deflusso delle acque, tant’è vero che, nel corso dell’ultima alluvione, le stesse hanno scavalcato la stessa struttura di attraversamento, peraltro danneggiandola gravemente. Si segnala altresì, la necessità di regimentare le acque piovane per evitare che le stesse risalgono ed escano dai tombini. Senza ulteriori ritardi chiediamo che venga sgomberata “piazza Le Val” dal vario materiali depositati nel post alluvione, il cui pulviscolo potrebbe creare danni all’apparato respiratorio, o ancor peggio, detto materiale potrebbe tornare nelle nostre case in caso di esondazione o di copiose precipitazioni».

Sull’edizione cartacea del giornale che uscirà mercoledì 13 gennaio forniremo altri particolari, mentre abbiamo chiesto una risposta al sindaco di Ceva Enzo Bezzone.

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