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Fare Quadrato, impianti sciistici: «I protocolli sono chiari e definiti: perché la chiusura generalizzata?»

L’associazione di amministratori Under 40 interviene sul nuovo Dpcm: «Prolungamento dello stop grave danno al comparto» 

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La battaglia della neve è appena iniziata

I cannoni sparaneve a Prato Nevoso

È stato emanato il nuovo Dpcm (15 gennaio) e dispone la chiusura degli impianti sciistici sino al 15 febbraio. Resterà, inoltre, in vigore il divieto di spostamento tra regioni probabilmente sino al 5 marzo. “Un grave danno al comparto e la chiusura generalizzata non può essere una risposta”. Lo dice l’associazione "Fare Quadrato" è formato da un gruppo amministratori under-40: lo guida Luca Robaldo, assessore di Mondovì. Era intervenuto già nei mesi scorsi sul tema, alle porte dell’attuale stagione invernale aveva invitato il Governo a coinvolgere i gestori delle stazioni sciistiche e le categorie interessate al fine di individuare le possibili soluzioni che consentissero una apertura in sicurezza, intende oggi esprimere la sua contrarietà rispetto a questa ulteriore scelta di chiusura generalizzata, decisione che lascia trasparire l’intento del Governo di scegliere la strada più semplice invece che impegnarsi a trovare una soluzione che consenta agli impianti sciistici di aprire mediante protocolli chiari e ben definiti, prevedendo, com’è giusto che sia, anche sanzioni puntuali per chi non dovesse rispettare le regole.

«Per la nostra provincia il comparto sciistico, e tutte le attività ad esso collegate, rappresentano uno dei fattori trainanti dell’economia locale – dic eil consiglio direttivo - specie per le zone periferiche e montane che sul turismo invernale hanno costruito il proprio futuro, e proprio per questo motivo rappresenta uno sforzo dovuto quello di mettere insieme gli attori preposti, ad ogni livello, al fine di individuare la migliore soluzione che assicuri, da un lato, la tutela della salute di tutti i consociati, e dall’altro la possibilità di lavorare.

La risposta, insomma, non può sempre e solo essere quella di chiudere senza alternative, considerando anche che allo stato attuale non sono stati previsti ristori adeguati per tutti i soggetti economici colpiti dalle restrizioni normative adottate: ribadiamo, dunque, il nostro invito a dare fiducia agli operatori del mondo della neve, in modo da non porre anzitempo la parola “fine” alla stagione sciistica in corso».

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