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Covid, firmato il Dpcm fino a Pasqua: scuole chiuse in zona rossa e con 250 casi ogni 100 mila abitanti

Sì all’asporto dopo le 18, ancora stop per palestre, impianti sci e piscine

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Covid, firmato il Dpcm fino a Pasqua: scuole chiuse in zona rossa e con 250 casi ogni 100 mila abitanti

Nella foto, misurazione della temperature ai Licei di Mondovì

È arrivata la firma sul nuovo Dpcm anti-Covid, il primo di Mario Draghi, che sarà in vigore dal 6 marzo e fino al 6 aprile, quindi compreso il periodo pasquale. Tra le novità principali la stretta sulla scuola. L'idea del governo, che recepisce le indicazioni del Cts, è di chiudere gli istituti automaticamente in zona rossa e dare la facoltà nelle altre aree di interrompere le lezioni in presenza se, a livello locale, si raggiungono 250 casi ogni 100mila abitanti, a prescindere dal colore delle zone. Nelle regioni gialle e arancioni (il Piemonte lo è da lunedì) , dunque, la decisione viene rimandata a governatori e sindaci. A preoccupare sono le varianti, in particolare quella inglese, oggi prevalente, e che colpisce anche i bambini. Dunque didattica a distanza in tutti gli istituti nei territori più colpiti. L'altra novità riguarda la cultura. Dal 27 marzo dovrebbero riaprire cinema e teatri, acquistando i biglietti su prenotazioni, e salvo peggioramenti della curva epidemiologica.

SCUOLA

Zone rosse – Dal 6 marzo, si prevede nelle zone rosse la sospensione dell’attività in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia ed elementari. Resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. La valle Po (con una dozzina di Comuni) è la prima zona della provincia di Cuneo a finire in «zona rossa». La decisione è stata assunta martedì dalla Regione, dopo il riscontro di casi positivi alla cosiddetta «variante inglese».

Zone arancioni e gialle – I presidenti delle regioni potranno disporre la sospensione dell’attività scolastica in tre casi: nelle aree in cui abbiano adottato misure più stringenti per via della gravità delle varianti; nelle zone in cui vi siano più di 250 contagi ogni 100mila abitanti nell’arco di 7 giorni; nel caso di un’eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico.

MUSEI, TEATRI, CINEMA E IMPIANTI SPORTIVI

Nelle zone gialle si conferma la possibilità per i musei di aprire nei giorni infrasettimanali, garantendo un afflusso controllato. Dal 27 marzo, sempre nelle zone gialle, è prevista l’apertura anche il sabato e nei giorni festivi. Dalla stessa data, nelle zone gialle si prevede la possibilità di riaprire teatri e cinema, con posti a sedere preassegnati, nel rispetto delle norme di distanziamento. La capienza non potrà superare il 25% di quella massima, fino a 400 spettatori all’aperto e 200 al chiuso per ogni sala. Restano chiusi palestre, piscine e impianti sciistici.

ATTIVITÀ COMMERCIALI

In tutte le zone è stato eliminato il divieto di asporto dopo le ore 18 per gli esercizi di commercio al dettaglio di bevande da non consumarsi sul posto.

SERVIZI ALLA PERSONA

Nelle zone rosse, saranno chiusi i servizi alla persona come parrucchieri, barbieri e centri estetici.

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