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Gatto positivo al covid: «Non ci sono pericoli di trasmissione per le persone»

INTERVISTA alla monregalese Maria Caramelli (Isz di Torino): nessuna evidenza che l’animale domestico possa infettare l’uomo

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Gatto positivo al covid: «Non ci sono pericoli di trasmissione per le persone»

La monregalese Maria Caramelli, Istituto Zooprofilattico di Torino

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte Liguria e Valle d'Aosta ha identificato il primo caso in Italia di variante inglese del Coronavirus in un gatto. Si tratta di un felino maschio di 8 anni, di razza europea e che vive in un contesto domestico nel Novarese. L’animale ha iniziato a manifestare i sintomi respiratori una decina di giorni dopo l'insorgenza della malattia e l'isolamento domiciliare dei suoi padroni. Il gatto, come i suoi proprietari, è ora in via di guarigione. Non s’intende né fare allarmismo, né sorridere della notizia. Perché sono molto numerosi i proprietari (più o meno preoccupati) di animali domestici. Per questo ci affidiamo, ancora una volta alla scienza, cioè agli esperti. Dell’Istituto Zooprofilattico in questione fa parte la monregalese Maria Caramelli, responsabile della struttura complessa di Neuroscienze.

Dottoressa Caramelli, che cosa può dire?

E’ necessaria una premessa: gli animali sono recettivi nei confronti del virus SARS-CoV-2. Gatti, cani, gatti, furetti, criceti, conigli, macachi, tigri, leoni e altri animali ancora possono contrarre l’infezione, sebbene con differenti gradi di suscettibilità e gravità della malattia. Nel caso del gatto del Novarese, l’ipotesi più (...)

EDIZIOEN DI MERCOLEDì 24 MARZO 2021

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