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«Lockdown e chiusura scuole: per i soggetti autistici tutto è peggiorato»

Maurizio Arduino, responsabile del Centro di Mondovì e referente nazionale: «Si fa il possibile, ma lo stress è aumentato»

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«La pandemia distanzia i giovani e li distanzia, ma hanno più capacità di adattamento dei “grandi”»

Nella foto, Maurizio Arduino responsabile del Centro Autismo e Sindrome di Asperger

In Italia quasi 300mila ragazzi in età scolare convivono con delle disabilità. Un quarto di loro ha disturbi generalizzati dello sviluppo, come l’autismo. Per loro la socialità con gli altri compagni e gli adulti è un aspetto essenziale. A Mondovì il reparto del professor Giuseppe Maurizio Arduino, psicologo responsabile del Centro Autismo e Sindrome di Asperger, nell’anno del covid è riuscito a mantenere una continuità assistenziale con circa 200 famiglie del territorio che convivono con il problema. Per i minori con disabilità la socialità con gli altri compagni e gli adulti è un aspetto essenziale. Il percorso di inclusione che la scuola può realizzare, infatti, è inscindibile dalle relazioni che si sviluppano con i coetanei e dal supporto degli insegnanti. Da questo punto di vista, la didattica a distanza rende molto più difficile attuare un simile processo. "Dopo il primo lockdown abbiamo rivisto in presenza i ragazzi a giugno – spiega Arduino -, anche se la paura del covid ha indotto molti genitori a rinunciare ad un ritorno alla normalità quando è stato possibile. Il ritorno in presenza non è stato facile, abbiamo dovuto attrezzarci per la loro e la nostra sicurezza, ci sono ragazzi cui non è possibile fare capire concetti come il distanziamento. Poi è arrivato l’autunno, nuove chiusure, ed allora abbiamo disposto le visite domiciliari. Si fa il possibile ma è un dato di fatto che il livello di stress è aumentato, ed è anche maggiore rispetto a quello che cera un anno fa. Inoltre la chiusura delle scuole non aiuta, anzi aumenta i problemi, inutile dirci che buona parte dei bambini che seguiamo potrebbe andare a scuola, serve a poco se non si può fare in gruppo”.

Il reparto del professor Arduino è un'eccellenza del sistema sanitario piemontese ed in vista del prossimo 2 aprile, giornata internazionale dell’autismo, martedì 23 marzo una troupe di Rai 3 ha raggiunto Mondovì per conoscere il quadro dei danni causati dalla pandemia a ragazzi già duramente colpiti. Intanto stanno per concludersi due importanti progetti di cui Mondovì è capofila: uno nazionale e riguarda la transizione degli adolescenti affetti da autismo all’età adulta; l’altro è regionale ed è rivolto alla valutazione dei fratellini di ragazzi con autismo. Un monitoraggio preventivo che dura tre anni utile sia alle famiglie per intervenire in tempo che all’analisi del fenomeno autistico. Si concluderanno il 20 aprile e sono stati avviati tre anni fa.

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