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Protocollo cure domiciliari per i malati Covid

Richiesta al Governo: approvato ordine del giorno in Senato

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Protocollo cure domiciliari per i malati Covid

E’ stato approvato giovedì 8 aprile, in Senato, l’ordine del giorno firmato da tutti i gruppi parlamentari che chiede al Governo di istituire un protocollo unico nazionale per le cure domiciliari per i malati di Covid. “Il Governo segua l’esempio del Piemonte, precursore in questo ambito” è l’invito dei senatori piemontesi della Lega Roberta Ferrero, Marzia Casolati, Giorgio Maria Bergesio, Cesare Pianasso ed Enrico Montani.

"Ad un anno di distanza dai primi protocolli piemontesi dell'assessore alla Sanità Icardi, oggi il Senato, con la convergenza di tutte le forze presenti in aula sulla mozione presentata dalla Lega, ha approvato con 212 voti favorevoli l'ordine del giorno che chiede al Governo di attivarsi per l'istituzione di un protocollo unico nazionale per la gestione domiciliare dei malati Covid-19”.

I senatori proseguono: “Grazie all'impegno del nostro capogruppo Romeo e dei colleghi componenti della commissione Sanità, finalmente si riconosce che le cure domiciliari precoci sono un'arma importantissima per la lotta contro il Coronavirus. Siamo fieri di poter dire che il Piemonte è stato il precursore delle cure domiciliari, essendo sempre in prima linea con le sue sperimentazioni, che hanno prodotto ottimi risultati nelle province di Novara e Alessandria e soprattutto nei distretti di Acqui Terme ed Ovada, dove i ricoveri sono velocemente diminuiti. Tutto questo è stato possibile grazie all'impegno di medici coraggiosi che ci hanno creduto fin dall'inizio. Ci auguriamo che il Governo, facendo tesoro dell'esperienza piemontese, istituisca rapidamente il protocollo nazionale per le cure domiciliari, così da liberare le terapie intensive e poter tornare in fretta ad una vita normale". 

“Ringrazio i senatori per il sostegno – commenta l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi -. L’esperienza di tanti medici in Piemonte ha dimostrato che in molti casi il virus può essere combattuto efficacemente a casa dei pazienti, evitando di sottrarre posti letto in ospedale, a chi versa in condizioni più gravi e con altre patologie di maggiore complessità. Il compito del decisore politico non è entrare nel merito delle cure, ma mettere i medici nelle condizioni di poter disporre di tutti gli strumenti legalmente possibili per curare la malattia, fermo restando la piena libertà degli operatori sanitari di agire come meglio ritengono opportuno, caso per caso, in scienza e coscienza”.

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