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“Big Talu”: «Con le riaperture non si spengono le incertezze per il settore spettacolo»

Intanto nasce la Fedas Piemonte e Costamagna ne è il presidente

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“Big Talu”: «Con le riaperture non si spengono le incertezze per il settore spettacolo»

Il 25 aprile di quattro anni fa era in piazza Castello con i Modena City Ramblers, di fronte a un pubblico di 20mila persone. Oggi Guido Costamagna, ovvero Talu del Big Talu Music Service, la festa della Liberazione come quella dei lavoratori, è solo nei pensieri. “Con le annunciate aperture non è cambiato nulla – dichiara - , il problema è organizzativo, come si fa a programmare eventi se, come pare che sia, anche in estate ci sarà il coprifuoco alle 22. Il rischio è che il pubblico non ci sia”. L’incognita pesa sulle programmazioni: “Difficile programmare, infatti di tournée non se ne parla”. Per il settore si moltiplicano flash mob e manifestazioni, lo scorso 22 aprile una delegazione della rete intersindacale ha incontrato i ministri Franceschini e Orlando, turismo e lavoro. Due le richieste: l’istituzione di una commissione parlamentare incaricata di scrivere la proposta di riforma di legge del settore dell’entertainment; l’accreditamento dell’intera contribuzione figurativa per gli anni 2020 e 2021 per tutti lavoratori dello spettacolo.

“È fondamentale che ci sia una rete di sostegni per il comparto – spiega Talu – la ripartenza sarà tutt’altro che immediata: se va bene la prossima estate sarà come la scorsa, sempre che tolgano il coprifuoco, in inverno i teatri saranno aperti ma al 35% di capienza, in primavera del 2022 è prevista una prima ripresa ma le grandi programmazioni di eventi sono già state rinviate al 2023. Significa vivere nell’incertezza per altri due anni. Senza contare poi l’incognita della reazione del pubblico”.

Il settore non sta con le mani in mano. Già a maggio del 2020 si costituì un’associazione datoriale nazionale costituita per la tutela degli interessi sociali ed economici delle Imprese che operano nello show-business. È la Fedas, con sedi in Campania, in Sicilia, Puglia, Calabria, Abruzzo. Quella piemontese è stata costituita nei giorni scorsi e Talu ne è il presidente. “Stiamo cercando di riunire tutto il Piemonte – dice -, e siamo già una ventina tra Cuneo e Torino, vorremmo arrivare a 40 aziende dello spettacolo. Lo scopo è fare fronte comune per ottenere la credibilità che merita il nostro settore e il nostro lavoro”. Perché se lo spettacolo è gioia per il pubblico il merito è di chi sta dietro le quinte. Sulla soluzione del palco in streaming Talu non ha dubbi: “Ho fatto un concerto con i Modena pochi giorni fa: bello, ma mai più”.

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