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LA MOSTRA. Museo della Ceramica Mondovì, "Mirabile industria" racconta la ceramica Richard Ginori

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Mondovì ed il mondo della ceramica. Se oggi il Museo che si affaccia su piazza Maggiore è la sintesi perfetta di ciò che vuol dire quel rapporto autentico tra industria, artigianato e tradizione, la mostra “Mirabile industria”, in programma da venerdì 21 maggio, è l’esempio più credibile di una città attenta alla sua storia. Con la mostra “La società ceramica Richard-Ginori dal 1896 al 1972” sarà presentata la produzione dell’arco di tempo in cui ebbe un ruolo di primo piano la fabbrica monregalese il “Follone”. È curata da Oliva Rucellai e Christiana Fissore (direttrice del museo). Sarà un tuffo nel passato con la produzione di quegli anni ed il ricordo della sirena che a Carassone regolava la giornata degli operai e dei monregalesi.

LA STORIA DELLA CERAMICA MONREGALESE

Nel Novecento la maggior parte delle fabbriche risultavano di grandi dimensioni ma difficilmente adattabili alle nuove esigenze produttive: su più piani, con solai di legno e in locali angusti, di difficile connessione con le linee ferroviarie e stradali.  Faceva eccezione la fabbrica della Richard-Ginori di Carassone, praticamente costruita ex-novo negli anni a cavallo dei due secoli secondo criteri moderni e con grandi superfici. La crisi della seconda parte del Novecento portò inevitabilmente tutte le fabbriche alla chiusura: La Richard-Ginori nel 1973 (l’altra fabbrica di Carassone, “La Vittoria” aveva già chiuso nel 1935, la “Vedova Besio e figlio” in Piandellavalle di Marco Levi nel 1979, la “Beltrandi del Rinchiuso” nel 1963; le due di Villanova nel 1964 (la Ceramica Musso in regione Giardini) e nel 1980 (la N.I.C.E. di Silvestrini-Pianetta  in regione Pasquero); quella di Chiusa Pesio, con aggregato lo stabilimento di Vicoforte Moline, nel 1984.

Chi cerca oggi testimonianze visibili del passato ceramico monregalese deve portarsi a Mondovì Carassone, dove lo attendono i resti poderosi ed affascinanti della Richard-Ginori e quelli della Ceramica “La Vittoria”, oppure a Villanova, dove la fabbrica Musso conserva ancora i tratti dell’antico filatoio in cui trovò sede, a metà Ottocento. Gli altri impianti sono stati tutti abbattuti o radicalmente trasformati in modo da risultare non più leggibili.

CHE COSA SI VEDRA’

Per la prima volta in modo originale e innovativo si propone di scoprire, documentare e mettere a confronto le relazioni tra i diversi stabilimenti italiani della Richard-Ginori durante quasi un secolo di storia. Le varie tipologie ceramiche (terraglia forte, terraglia dolce, maiolica, porcellana, porcellana elettrotecnica fino ai nuovi impasti brevettati Pirofila, Ariston e Vetrochina) saranno presentate unitamente al destino dei loro centri produttivi, per poi sviluppare un racconto cronologico circoscritto agli stabilimenti di maggiore interesse artistico, cioè Doccia (Sesto Fiorentino), San Cristoforo e Mondovì, evidenziando anche il contributo di designer di rilievo.

COME ACCEDERE ALLA MOSTRA

Per la mostra, il Museo è visitabile, a ingresso contingentato, indossando la mascherina. È necessario prenotarsi al numero 0174 330358 o via mail all’indirizzo iatmondovi@cuneoholiday.com (Ufficio Turistico di Mondovì: mercoledì - sabato 10 - 13 /15 – 18, domenica 10 – 18). Le nuove disposizioni governative rendono obbligatoria la prenotazione nel weekend per accedere sia al museo permanente, che alle mostre. 
Il costo del biglietto per la mostra è di 6 euro.

 

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