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Mondovì, sabato sera, protagonista al Tg1 e a “Striscia la Notizia”: mascherine riciclate e sprechi dello Stato

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Mondovì, sabato sera, protagonista al Tg1 e a “Striscia la Notizia”: mascherine riciclate e sprechi dello Stato

Nella foto, l'articolo sull'edizione cartacea: il sindaco Adriano con l'inviato Galtieri

Mondovì sabato sera sarà su due canali tv nazionali diversi per motivi differenti. Sarà prima il Tg1 ad occuparsi della città del Belvedere e poi canale 5 con “Striscia la Notizia”. In ordine temporale ci sarà (sempre se non ci saranno cambi di programma all’ultimo momento) prima il servizio del telegiornale della rete ammiraglia (dalle 20) per il progetto cittadino sulle mascherine.

Di che cosa si tratta? Coinvolti ci sono le scuole, un’azienda di Mondovì, il Politecnico, sede di Alessandria, ma soprattutto il Circolo delle Idee, vale a dire il gruppo di giovani a cui è venuta in mente l’idea. Quale? Raccogliere le mascherine chirurgiche che gli studenti dei Licei di Piazza (per regolamento) devono lasciare ogni giorno a scuola per prenderne una nuova, sanificarle dai batteri (sarà l’azienda Full Service 2000 ad occuparsene), poi decomporle dal punto di vista dei materiali (plastica con prolipropilene e poliaminide, stecchetto per il naso) e produrre nuovi manufatti con la stampante 3D. Primi prototipi già sperimentati. Un circolo virtuoso “acceso” dagli studi universitari di Michele Bertolino. Lui fa parte del Circolo delle Idee ed è stato lui a proporre il progetto per un mondo libero dai rifiuti delle mascherine. Il Comune di Mondovì finanzierà una parte del progetto che ancora cerca fondi.

Secondo servizio, dalle 20,35 su “Striscia” (anche qui salvo cambi di programma dell'ultim'ora). L’inviato Luca Galtieri è a caccia, in Italia, di “sprechi da parte dello Stato”. A Mondovì ha intervistato il sindaco Paolo Adriano. Il tema: caserma dei vigili del fuoco, per anni in affitto (pagato dallo Stato ad un privato), ora i pompieri sono stati sfrattati e, alla ricerca di una nuova sede, andranno di nuovo temporaneamente in affitto (in via Torino), in attesa della costruzione della nuova caserma sul terreno messo a disposizione gratuitamente dal Comune. Un’operazione che si sarebbe potuta fare prima risparmiando denaro e patemi (quante volte abbiamo scritto del rischio concreto che i pompieri lasciassero la città). Di esempi, però, ce ne sono altri in città: la ex Caserma “Galliano”, il Michelotti (di proprietà dell’Asl), ecc.

 

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