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Venerdì 6 agosto scatta il Green pass. Dove è richiesto e come ottenerlo

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Venerdì 6 agosto scatta il Green pass. Dove è richiesto e come ottenerlo

Dal 6 agosto il Green pass sarà obbligatorio e bisognerà portarlo con sé per poter entrare in luoghi al chiuso, come bar o ristoranti, ma anche palestre, piscine, musei e concerti. Il Green pass può essere cartaceo o digitale e attesta una delle seguenti tre possibilità: aver fatto almeno una dose del vaccino contro il Covid-19; essere risultati negativi a un test molecolare o antigenico rapido effettuato nelle ultime 48 ore o essere guariti dal Covid negli ultimi sei mesi. Questo è quanto stabilisce il decreto legge del 23 luglio 2021, deciso dal Consiglio dei ministri del 22 luglio.

La verifica che il cliente abbia il green pass è demandata ai titolari o ai gestori delle attività, e in caso di violazione sia cliente che esercente sono soggetti a una multa che va da 400 a 1.000 euro, scontata del 30% se pagata entro 5 giorni.
Se la violazione è ripetuta per tre volte in tre giorni diversi, l’attività potrebbe dover chiudere per un periodo che va da 1 a 10 giorni.

SPOSTAMENTI

Il green pass non è necessario per spostamenti tra regioni di colore bianco o giallo, ma potrebbe diventare necessario per spostarsi tra regioni arancioni o rosse per ragioni turistiche se la situazione epidemiologica dovesse peggiorare. Per spostamenti di salute, lavoro, necessità e urgenza, invece, sarà sufficiente l’autocertificazione.
Per quanto riguarda i viaggi in Europa, dato che ogni Stato ha competenza esclusiva in materia di salute, è necessario documentarsi sulle misure del paese di arrivo e sulle indicazioni fornite dal sito Viaggiare Sicuri del Ministero degli esteri.

Ad oggi per spostarsi in Italia su navi, treni e aerei non è obbligatorio esibire il green pass. Dalla seconda metà di agosto il Governo deciderà se introdurlo, in considerazione dell’evoluzione dei contagi. Chi rientra dalle vacanze a fine agosto potrebbe quindi doverlo esibire.

COME OTTENERLO

Il green pass viene emesso esclusivamente dalla piattaforma del ministero della Salute, che invia un Sms o una email a chi si è vaccinato, 48 ore dopo la somministrazione. Il messaggio contiene le indicazioni e il codice AUTHCODE, che tramite un link o la app Immuni consente di scaricare il certificato verde.

In alternativa si può utilizzare la app IO, accedendo con identità digitale Spid o Cie. In caso di difficoltà ci si può rivolgere al medico di medicina generale, al pediatra di libera scelta e al farmacista, che dal Sistema tessera sanitaria, potranno recuperare il green pass del cittadino.

Le multe per i trasgressori sono salate. Vanno da 400 a 1000 euro sia a carico dell'esercente sia del cliente. Con sconto del 30% se si paga entro 5 giorni. E in caso di violazione reiterata per tre volte in tre giorni diversi, «l'esercizio potrebbe essere chiuso da 1 a 10 giorni».

La nuova App per i controlli

Il sistema per effettuare i controlli è pronto. È in arrivo dal 6 agosto una nuova app della pubblica amministrazione. Si chiama “VerificaC19” ed è stata sviluppata dal ministero della Salute per controllare i Green Pass. Come? Chi verifica richiede la certificazione all'Interessato, il quale mostra il relativo QR Code (in formato digitale oppure cartaceo). Basta inquadrare il Qr Code sulla certificazione digitale per ottenere in risposta una spunta verde in caso affermativo o un segnale di divieto rosso nel caso in cui il pass non sia più valido, come quando un tampone è stato effettuato più di 48 ore prima del controllo.

Nulla di particolarmente complicato. Se non fosse che, per motivi legati alla privacy, l'app reca assieme alla conferma della validità o meno del pass solamente il nome e il cognome del soggetto in questione e la sua data di nascita. Per convalidare il controllo quindi, e assicurarsi che ci si trovi realmente di fronte alla persona che si è vaccinata, o guarita dal Covid19 o che ha fatto un tampone con esito negativo, bisogna controllargli il documento di riconoscimento.

Il ruolo dei verificatori

Ma chi sono di fatto i cosiddetti «verificatori»? Ristoratori, baristi, commessi, gestori dei cinema, titolari di palestre, piscine o centri scommesse. Vale a dire tutte le figure professionali, opportunamente delegate dai titolari di locali e licenze, che ruotano attorno alle attività. Non solo i pubblici ufficiali quindi. A chiarirlo è il dpcm del 17 giugno scorso a cui fa riferimento il decreto legge pubblicato il 23 luglio in Gazzetta che li dettaglia all'art. 13 (“Verifica delle certificazioni verdi Covid-19 emesse dalla Piattaforma nazionale-DGC”) dove si legge anche che «l'intestatario della certificazione verde Covid19 all'atto della verifica dimostra a richiesta dei verificatori la propria identità personale mediante l'esibizione di un documento di identità».

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