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Il nuovo piano per migliorare la sanità territoriale

BOZZA DELL’ASLCN1: CRESCE IL RUOLO DELL’OSPEDALE DI CEVA E CASE DI PROSSIMITA’ NEL MONREGALESE

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Il nuovo piano per migliorare la sanità territoriale

Gli ospedali di Mondovì e Ceva

Le parole magiche per l’evoluzione della sanità sono queste: “medicina territoriale”. Il mondo sanitario (piemontese e nazionale), nei prossimi mesi, sarà investito da una piccola rivoluzione. Gli strumenti: Case della Comunità e ospedali di territorio finanziati dai fondi del Pnrr, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza preparato dall'Italia per rilanciare la fase post pandemia di Covid-19. Poche le conferme, per ora bocche cucite, ma il piano si baserà sulle indicazioni delle Regioni, le quali, a loro volta, stanno ricevendo numeri e proposte dalle aziende sanitarie. Oggi sono bozze, ipotesi che sindaci e vertici regionali considereranno e consolideranno. Poi tutto sarà inviato, entro dicembre, al Ministero della Salute per attivare fondi e strutture. Il riflesso possibile per il Monregalese? Ospedale di Ceva diventa ospedale di territorio nel quale si inseriscono 20 posti letto affiancati al reparto di Medicina e poi le Case della Comunità sparse su Cebano, Mondovì, Langa monregalese con Ceva, Garessio e Dogliani protagoniste. Il piano è ancora in bozza, ma alcune anticipazioni sono possibili.

TAGLIO

E’ previsto un distretto socio sanitario ogni 100 mila abitanti al cui interno opereranno minimo 3 o 4 Case della Comunità  (di cui una hub aperta h24 tutta la settimana e 3 spoke aperti 12 ore al giorno, 6 giorni su 7). Le Case della Comunità hub e spoke prevedono la (...)

EDIZIONE DI MERCOLEDì 15 SETTEMBRE 2021

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