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Allarme degli autotrasportatori: "Rischio paralisi". Confetra: il 30% dei padroncini e l'80% degli autisti stranieri non lo ha

Green pass, è caos tra porti e tir. Si rischia un 'venerdì nero'

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Green pass, è caos tra porti e tir. Si rischia un 'venerdì nero'

È rischio paralisi per i trasporti delle merci su strada e per tutta la logistica nazionale, non solo per i porti. A lanciare l'allarme in vista dell'entrata in vigore dell'obbligo del green pass venerdì sono le associazioni dell'autotrasporto che avvertono: il 30% degli autotrasportatori non è munito di green pass e ben l'80% degli autisti stranieri che portano le materie prime in Italia non è vaccinato. Quindi rischiano di bloccarsi i rifornimenti. 

"Il rischio che si blocchi tutto è oggettivo - spiega all'AGI Ivano Russo, direttore generale di Confetra - noi abbiamo in Italia circa 900mila addetti tra autotrasportatori, corrieri e operatori di magazzino, abbiamo una media del 25-30% non munito di green pass. Il 30% circa degli autotrasportatori è senza il certificato verde. È chiaro che se sottrai un terzo di forza lavoro a un settore già in affanno, da un lato perché è in crescita, dall'altro perché mancano circa 5mila autisti, vai verso una decapitazione dell'attività di consegna".

Per Russo, "il problema grave è quello degli autotrasportatori che vengono dall'estero e che portano la stragrande maggioranza delle materie prime che mandano avanti l'industria: noi importiamo oltre il 50% del fabbisogno nazionale di grano, tutte le materie prime e le componenti chimiche per la nostra industria manifatturiera.

Tutto il 50% di quello che entra in Italia arriva via camion. Faccio un esempio, gli autotrasportatori turchi che portano argilla in Italia non verranno più da venerdì e quindi che fine fa la fabbrica che produce piastrelle? Sono due fronti: uno riguarda le nostre imprese e i nostri lavoratori, l'altro l'autotrasporto dall'estero considerando che le campagne vaccinali non si sono fatte per nulla o sono fallite in Russia o in numerosi paesi dell'est e circa l'80% degli autotrasportatori stranieri non è vaccinato".

Confetra chiede quindi che "venga introdotto l'obbligo vaccinale e che in un settore fortemente internazionalizzato come questo, per gli autotrasportatori in arrivo dall'estero valgano le regole attuali di prevenzione". 

Sulla stessa linea, Paolo Uggè, presidente nazionale Conftrasporto-Confcommercio. "Il rischio paralisi esiste - afferma Uggè - e per questo stiamo lavorando e fornendo suggerimenti utili per il trasporto su gomma e la logistica in generale per evitare che di determini una situazione in cui alcuni facinorosi si inseriscano. Il green pass è una modalità non applicata in Europa come da noi, un conto è il vaccino un conto è il certificato verde.

La situazione è migliore di un anno fa, e la domanda è: ma se allora abbiamo trovato delle soluzioni perché i trasporti non si fermassero e abbiamo realizzato un protocollo con il ministero, i sindacati e le associazioni, perché non andare avanti ad applicare quel protocollo consentendo uno slittamento di tre mesi per introdurre l'obbligo vaccinale? Stabiliamo un termine che può essere il 31 dicembre entro il quale il vaccino sia obbligatorio. Gli autotrasportatori senza green pass sono circa il 30% e sono soprattutto quelli provenienti da paesi esteri. Il tampone - conclude - può essere utilizzato ma non si può fare un tampone ogni 3 giorni. La soluzione è il vaccino per tutti entro un determinato termine".

 

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