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Cuneo, "Una stanza tutta per sé" per dare riparo alle per donne maltrattate. Inaugurata alla Caserma Carabinieri del Comando provinciale

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“Una stanza tutta per sé” nella Caserma dei carabinieri a Cuneo, uno spazio protetto per l'ascolto delle donne vittime di violenza

Inaugurata giovedì, nel salone d’onore del Municipio di Cuneo la stanza rosa, adibita all’ascolto protetto presso la caserma del Comando provinciale dei dei carabinieri.

Il nome scelto, “Una stanza tutta per sé”, è tratto dall’omonimo romanzo di Virgina Woolf, manifesto dell’emancipazione culturale della donna. L'idea del luogo nacque nel 2014, quando a Torino venne creata la stanza 0, un’area dedicata della stazione dei carabinieri di via Plava, Mirafiori Sud, allora diretta dal maggiore Filippo Vanni.

Il progetto, nato fra la collaborazione dei Carabinieri e l’associazione Soroptimist, ha visto la creazione di una stanza rosa, prima in Questura ed oggi, nella caserma di corso Soleri. Ad aprire la conferenza Vera Anfossi, presidente della Soroptimist: “E’ una grande soddisfazione veder realizzato il progetto che rappresenta un qualcosa di concreto e di molto importante per supportare le donne in un momento molto difficile, quello della denuncia di violenza. Questo è un momento che necessita di un’attenzione particolare”.

Ad intervenire, anche l’assessore Franca Giordano: “Le donne hanno bisogno del nostro aiuto e hanno bisogno della vicinanza delle istituzioni. La giornata di oggi e l’inaugurazione della stanza nella sede del comando dei Carabinieri, una tappa ulteriore.” Un aiuto nella realizzazione della stanza è stato fornito anche dal Rotary Club internazionale, il Lions Club, lo Zonta e  il Rotary Club Alpi del Mare.

Il Colonnello Giuseppe Carubia, nuovo comandante provinciale, ha illustrato come la tematica delle donne costituisca una tema centrale nei programmi operativi. “L’attività dell’arma si sviluppa tramite le 4P: Prevenire, Perseguire, Proteggere e partecipare alle Politiche integrate. Il nostro impegno è dedicato oltre alla prevenzione alla repressione. Svolgiamo anche un’attività formativa nei confronti delle vittime: Attivazione, Accoglienza, Ascolto e Aiuto.”

A fianco del comandante, il giovane Maresciallo Laura Zocca: “Spesso, sentiamo la frase ‘se io lo denuncio, lui mia ammazza’. Noi cerchiamo di far capire alla vittima di violenza che la denuncia è il modo che abbiamo per tutelarla”.

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