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"Ecco i nostri primi due amici sul furgone". Spedizione di "MondovìforUcraina". Sono i due ragazzi che la nonna ha indicato su Facebook di "Provincia granda". ECCO LA STORIA

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Otto marzo, festa della donna, la dedichiamo a Galya, ucraina, preoccupata per la sorte dei suoi nipoti. La storia della signora Galya s’incrocia con il nostro giornale. Una perfetta sconosciuta, però, per “Provincia granda” fino a qualche giorno fa. Potere, a volte, dei social, quelli che servono davvero. Non si sa come, ma un post di Facebook pubblicato dal nostro giornale è letto da questa nonna che vive e lavora a Segrate. Ci manda un messaggio drammatico: “Buongiorno, ho bisogno auto. I miei nipoti, di 20 e 14 anni, sono andati in treno da Kharkov (nell’est dell’Ucraina) alla città di Leopoli, a 70 km dalla Polonia. Arriveranno in treno, ma non so a che quale e quando. Dopo proveranno a raggiungere il confine polacco. Se ci sono posti per loro, potreste andare a prenderli? Grazie”. Il messaggio è sotto il post che descrive, per la prima volta, l’iniziativa “Una goccia nel mare”. Fa capo a sei monregalesi e martedì 8 marzo sono partiti con tre mezzi (lo raccontiamo in altro articolo). Segnaliamo il contatto a Davide Mazzucchi, uno dei viaggiatori, e nel giro di un quarto d’ora è tutto organizzato: la spedizione monregalese tenterà di prendere i due ragazzi e li porteranno a Segrate, dalla nonna. Seguiremo. Galya ringrazia e torna a scriverci: “Sto piangendo e non so se sia tristezza o felicità sapendo che riabbraccerò i miei nipoti”. I due ragazzi sono Yevghen (Zhenia), il nostro Eugenio, di cognome fa Nekhaienko e Oleksandra (Sasha), la sorella di 20 anni. Madre e padre lavoravano in città diverse. Una famiglia che è stata “spezzata” dalla guerra. I genitori li hanno “lasciati andar via” perché la situazione si era fatta troppo pericolosa. Una storia come mille altre in questa drammatica fase della guerra in Ucraina, ma che ci tocca particolarmente perché l’appello di salvezza passa attraverso i nostri mezzi giornalistici. Abitavano a 100 chilometri da Lugansk, “una zona bombardata”, dice la nonna Galya.

I due ragazzi, ora in Polonia, sono stati rintracciati dalla spedizione dei monregalesi. Li hanno già "raccolti"  e li porteranno in seguito a Segrate, a riabbracciare la nonna. Le donne che resistono, oggi, sono ucraine. È la nonna che attende i nipoti ed è Sasha che protegge il fratellino attraverso il viaggio più pericoloso della loro vita.

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