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IL NOSTRO FULVIO ROMANO TRA METEO E TRADIZIONI: Maggio rimette le cose a posto. Dopo le piogge, un po' di estate

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IL NOSTRO FULVIO ROMANO TRA METEO E TRADIZIONI: Maggio rimette le cose a posto. Dopo le piogge, un po' di estate

Possiamo dire grazie a questo inizio di maggio se oggi possiamo guardare con un po' più di ottimismo alle future sorti delle nostre campagne, dei nostri giardini, dei nostri orti. Non eravamo più abituati a vedere le piogge scendere così copiose -senza diventare però distruttive - in modo diffuso un po' su tutta la provincia, con regolarità e moderazione esemplari. Sarebbe assurdo applicare al meteo, al tempo che fa, i parametri e le regole della morale o dell'etica che apparterrebbero invece al mondo dell'umano. Non c'è etica nella Natura, non c'è morale, ma tutto vi si svolge secondo successioni di ordine e di disordine caotico che già il filosofo di Koenisberg, Immanuel Kant, collocava piuttosto nella sfera dell'estetica, e cioè della nostra sensibilità per il bello, anzi per il sublime. Tali ci appaiono gli spettacoli naturali che, talvolta, con la loro grandezza e terribilità ci fanno sentire piccoli, minuscoli come in realtà siamo. Quando parliamo di piogge “buone” pensiamo non alla morale ma alle sorti delle nostre campagne, nel nostro caso per la siccità che hanno rappresentato in questo volgere tra il 2021 e il 2022 un record secolare. Così sono buoni, anzi ottimi i 120-150 millimetri d'acqua che le valli delle Liguri hanno ricevuto tra il 2 e l'8 di maggio, con la maggiore intensità tra il giovedì e il venerdì. Buoni i 90-100 mm (e cioè i 90-100 litri d'acqua per ogni metro quadro di terreno) registrati dall'Arpa tra i fondovalle e i primi  altipiani. Non bastano ancora, ma maggio ha fatto finora il suo mestiere, quello di portarci l'acqua prima assente per la latitanza dell'inverno e dei primi due mesi della primavera. Non a caso la tradizione attribuiva a queste prime giornate del mese delle rose l'arrivo di quei “santi di ghiaccio” che avrebbero deciso l'annata agricola. Bagnati e quindi salvifici in caso di siccità e a volte gelidi con una frustata tardo invernale che avrebbe messo in pericolo i raccolti dei nostri frutteti. I “Santi di ghiaccio” quest'anno hanno anticipato di un po'  ma in tempo per fare di san Pancrazio del 10 il salvatore di un'annata che sembrava compromessa. Ora si aspetta il seguito. Il deficit idrico non è colmato. La nostra fontanella della corte verdeggiante di fresche erbette spontanee che sembrava spegnersi poco a poco ha ripreso un po' di energia. La falda è stata rabboccata, ma non di molto. L'Ellero, è stato il fiume che più si è avvicinato alla soglia di attenzione, ma è stato il solo a farlo per qualche ora in  questa misura. Adesso è tempo di qualche giorno d'estate. L'anticiclone africano sale dalla Spagna e sole e caldo a 26 gradi dureranno fino a venerdì. Tra sabato e domenica qualche temporale porterà qualche millimetro di acqua in più ma nella prossima settimana sarà ancora il sole con qualche nuvola ad imbastire il tempo della seconda metà di maggio. Non dimenticate di osservare l'eclissi di Luna che ci regalerà il cielo di lunedì prima dell'alba.

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