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“Festival Funamboli” a Mondovì: 30 anni da Sarajevo, sabato sera c’è Toni Capuozzo

Gli altri protagonisti: Siccardi, Biagiarelli e Ottani anche per i 100 anni dalla nascita di Fenoglio

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“Festival Funamboli” a Mondovì: 30 anni da Sarajevo, sabato sera c’è Toni Capuozzo

Il giornalista e scrittore Toni Capuozzo

S’inaugura sabato 28 maggio la terza edizione del festival “Funamboli” dedicato ai trent’anni dall’assedio di Sarajevo e ai cento anni dalla nascita di Beppe Fenoglio “R-Esistenze. Dalle Langhe di Fenoglio all’assedio di Sarajevo”. Sarà questo il fil rouge della terza edizione del piccolo festival culturale “Funamboli - Parole in equilibrio” promosso a Mondovì dall’Associazione “Gli Spigolatori” con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e il patrocinio di diversi enti e istituzioni del territorio. Un parallelismo, drammaticamente attuale, tra chi ha conosciuto la guerra di Resistenza e uno degli assedi più terrificanti dell’epoca contemporanea. Un viaggio tra immagini e testimonianze con i protagonisti di allora: scrittori, fotografi, giornalisti e reporter. Si inizierà sabato 28 maggio alle ore 17.30 all’Antico Palazzo di Città (piazza Maggiore) con l’inaugurazione dell’omonima mostra “R-Esistenze” a cura del fotoreporter internazionale Paolo Siccardi (che proporrà i suoi scatti della Sarajevo sotto assedio) insieme a foto inedite delle Langhe durante la Resistenza, a cura del Centro Studi Beppe Fenoglio. Alla sera, alle ore 21, sempre nell’Antico Palazzo di Città, spazio alla presentazione del libro “Balcania. L’ultima guerra europea” con il giornalista Toni Capuozzo intervistato da Marco Turco (L’Unione Monregalese) e Gianni Scarpace (Provincia granda). Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Prenotazione consigliata su Eventbrite, via mail a mostre@festivalfunamboli.it o via Whatsapp al 334.5048298. Domenica (29 maggio), a partire dalle ore 17.00 nella sala di valle della Funicolare, inaugurazione della mostra fotografica e presentazione dell’omonimo libro “Shooting in Sarajevo” con Roberta Biagiarelli e Luigi Ottani. Uno straordinario intreccio di immagini che ripropone in chiave  tragica e moderna, giocando sulla duplicità linguistica dello “shooting”, fotografico o bellico, i palazzi e gli anfratti che ospitavano i cecchini durante l’assedio del 1992. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

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