MENU

"Balcania", le guerre di ieri e di oggi: perchè tornare a riflettere sui 30 anni dall'assedio di Sarajevo

CONDIVI QUESTA NOTIZIA:
"Balcania", le guerre di ieri e di oggi: perchè tornare a riflettere sui 30 anni dall'assedio di Sarajevo

Da sinistra: Gianni Scarpace, Toni Capuozzo, Marco Turco

«Il giornalista sul campo di guerra? Se devi andare a scrutare nel dolore non puoi girarti dall’altra parte». E' una delle frasi più significative del giornalista Toni Capuozzo, sabato sera, ospite del "Festival Funamboli", ha pronunciato all'Antico Palazzo di Città per l'incontro organizzato dall'associazione "Gli Spigolatori". Reporter di guerra, autore, ha presentato il suo ultimo libro, “Balcania“, che nasce a trent’anni di distanza dall’assedio di Sarajevo.

  

Una serata capace di far rivivere i giorni della guerra e di riportare alla luce storie, immagini e sfumature di un tempo che, a seconda della prospettiva, potrebbe apparire lontano, oppure vicino. Il bisogno di dar voce alla propria (e altrui) memoria, lo sguardo del cronista e dell’uomo. Questo ha reso sabato sera Capuozzo con le considerazioni sull'assedio di Sarajevo, iniziato il 5 aprile del 1992, protrattosi fino al  29 febbraio del 1996: 43 mesi. Quasi quattro anni di bombardamenti, di cecchini sui tetti e di vittime: ci furono dodicimila morti, più di cinquantamila feriti, una città che perse, comprendendo le migrazioni che seguirono, più del 65% della sua popolazione. Il più lungo assedio nella storia bellica della fine del XX secolo: 400.000 civili in ostaggio. Tanti i riferimenti alla guerra in Ucraina anche con punti di vista diversi.

Al tavolo, con Toni Capuozzo, i giornalisti Gianni Scarpace e Marco Turco.

L'ARTICOLO SULL'EDIZIONE DI MERCOLEDì 1 GIUGNO 2022

 

Ulteriori informazioni sull'edizione cartacea

Edicola digitale

Sfoglia

Abbonati

le più lette

LE ALTRE NOTIZIE

Powered by Gmde srl