MENU

LUTTO

Addio all’artista “Burot”, autore di tante opere. Suo il marmo di fronte all’ospedale di Mondovì

CONDIVI QUESTA NOTIZIA:
Addio all’artista “Burot”, autore di tante opere. Sua l’opera in marmo di fronte all’ospedale di Mondovì

Era appena rientrato da una passeggiata con la sua affezionata bicicletta, si è disteso sul letto, perché avvertiva qualche problema di affaticamento, è spirato prima che la moglie potesse chiedere soccorso.

È morto così, all’improvviso, l’artista Francesco Russo “Buròt”, 77 anni. Nativo di Carrù, si trasferì a Mondovì ed ebbe una vita artistica molto variegata. Remigio Bertolino, noto critico d’arte, ha detto: “nel suo lungo iter artistico, ha sperimentato vari materiali, varie forme con cui esprimere le sue sensazioni, i suoi sentimenti, il suo mondo interiore. Nel pittore vari stili si avvicendano in una sorte di continuo fiorire e rifiorire: dal realismo impegnato degli anni Settanta, alla quasi astrazione del ciclo delle forme primordiali degli anni novanta, da un figurativo moderno e lirico ad un mondo all’insegna del surreale. In ogni fase del suo operare, il pittore sprofonda totalmente nel soggetto, ne è come posseduto, fino a sviscerarlo in ogni dettaglio fino al completo esaurimento del tema. Vi è in lui una assidua ricerca sull’immagine sia mimetica sia creata  dalla fantasia e dalla immaginazione”

Burot spaziava dall’olio alla grafica, dalla pittura alla scultura, in legno, pietra, metallo, all’affresco, alle fotografie d’arte. Molti i monumenti: per Carrù il cippo per i Donatori di sangue e la grande testa di Bue per l’ingresso in paese. Aveva donato al Comune una grande scultura in metallo, raffigurante la Cultura, che desiderava fosse apposta presso la Biblioteca e non lo fu ancora, per cui si lancia un appello al Sindaco avv. Schellino, di ricercarlo nel deposito ove era finito e portarlo in opportuna ammirazione. Per Mondovì il masso di marmo di Carrara sagomato davanti all’ospedale “Regina Montis Regalis”, richiesto dai Donatori di Sangue. L’opera maggiore fu il memoriale per i partigiani trucidati a Miassòla, a Roburent., commissionato dal sindaco dell’epoca, Bruno Vallepiano, e scolpito in pietra di Vico.

Aveva da poco concluso la personale al Centro Studi Monregalesi, con una serie consistente di pennarelli policromi. Stava preparando opere per la prossima rassegna collettiva a tema “Fiori”, che si terrà alll’Antico Palazzo di Città. Sarà rappresentato da una ottima tela con i cardoni di montagna, eseguiti durante una delle sue gite sui monti.

Ulteriori informazioni sull'edizione cartacea

Edicola digitale

Sfoglia

Abbonati

le più lette

LE ALTRE NOTIZIE

Powered by Gmde srl