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Tavolo di crisi permanente in Piemonte per l'emergenza idrica

Le strategie della Regione per contenere i danni, sia per l'uso potabile dell'aqcua che per quello agricolo

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Mondoacqua invita a ridurre l’utilizzo dell’acqua potabile per scopi diversi dagli usi domestici

Tavolo di crisi permanente per l’emergenza idrica in Piemonte che attende la concessione dello stato di calamità richiesto al ministero all’Agricoltura giovedì 16 giugno. La situazione, e soprattutto le contromisure che l’ente intende adottare per contenere i danni, sono stati illustratine nel dettaglio stamane, venerdì 17 giugno, dal Presidente regionale subito dopo il vertice convocato a porte chiuse con i responsabili dei consorzi irrigui e delle autorità d’ambito. “In Piemonte la crisi idrica è peggiore di quella del 2003 – ha riferito il presidente -, abbiamo avuto il secondo maggio più caldo dal 2009 ad oggi, negli ultimi 65 anni è successo solo due volte”. Le criticità più alte riguardano l’acqua di sorgente, ovvero di montagna a causa dell'assenza di neve.

ACQUA POTABILE

Come disponibilità il Piemonte è in anticipo di un mese e mezzo rispetto agli anni scorsi. Sono 170 i Comuni piemontesi che hanno già adottato ordinanze per un uso responsabile dell’acqua. Di questi dieci sono cuneesi. In Granda il problema riguarda le aree montane e pedemontane e per ora solo in cinque comuni si è reso necessario integrare le scorte con rifornimento da autobotti. La situazione più grave, a livello regionale, è nel novarese, con 40 comuni già riforniti con autobotte e per dieci località razionamento notturno dell’acqua.

COMPARTO AGRICOLO

La situazione assume livelli di gravità assoluta sul tema agricolo , “Lo stato di calamità naturale è necessario per intervenire sui danni – dicono dalla Regione - , ma noi abbiamo anche il dovere di impedire che siano troppo gravi e siamo in tempo per farlo adittando strategie precise”. Una è lo svasamento dei bacini idrici, per la quale sarà necessario un accordo con i concessionari. la seconda riguarda lo sforamento del minimo deflusso vitale dei fiumi: ovvero attivare una deroga che conceda di prelevare acqua oltre la soglia che lo garantisce. E’ una decisione che compete alle province.

PIANO CALORE

Sul fronte salute, oltre al monitoraggio costante della salubrità delle acque , la Regione, come ogni estate, ha attivato il piano calore, quest’anno in anticipo, con raccomandazioni soprattutto alle fasce più fragili di non uscire nelle ore più calde, che attualmente sono intese dalle 11 del mattino alle 17

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