MENU

La siccità colpisce anche la produzione di energia delle centraline. Ai Carleveri di Rocca de' Baldi un impianto all'avanguardia in sofferenza

CONDIVI QUESTA NOTIZIA:
La siccità colpisce anche la produzione di energia delle centraline. Ai Carleveri di Rocca de' Baldi un impianto all'avanguardia in sofferenza

Il Piemonte ha un piano per produrre energie rinnovabili ed ha individuato delle possibili aree sulle quali installare pannelli solari, pale eoliche o centrali idroelettriche.  L’elenco dovrà essere consegnato entro la fine dell’anno e subito dopo dovranno iniziare i lavori per l'installazione di questi impianti dovranno cominciare. Come spesso accade in terra cuneese siamo già avanti, e c’è chi ha investito, in piena pandemia, ottenendo due risultati, la messa in sicurezza di un canale spesso soggetto ad esondazioni in caso di bombe d’acqua, e la produzione ecologica di energia senza consumo di suolo ne spreco di acqua. Il caso è specifico, si tratta della centralina idroelettrica realizzata ai Carleveri di Rocca de’ Baldi. Diego Viglietti, il proprietario, ha trasformato una grossa bealera in uno strumento di pubblica utilità. «Una tecnologia eccellente – dice Marco Bailo presidente del Consorzio Irriguo che ha concesso l’uso del canale - ,  perché oltre a generare energia pulita a costo zero, riconosce un ritorno a economico a favore del Consorzio che a sua volta lo usa per le necessitò del comparto agricolo». L’acqua non viene meno, e al di fuori del periodo di irrigazione estivo la centralina è una sentinella per la sicurezza perché dotata di sensori elettronici, collegati in remoto con la video sorveglianza, per tenere sotto controllo il deflusso dell’acqua, specie il caso di abbondanti e improvvise piogge, le così dette bombe d’acqua. Ma se manca l’acqua manca cosa succede? Anche le centraline vanno in sofferenza in caso di siccità e i numeri del nuovissimo impianto dei Carleveri confermano: «Oggi, nelle conduzioni attuali di siccità, la produzione è circa al 25 massimo 30% di quella che potrebbe essere in condizioni normali – spiega Viglietti -. Essendo questo impianto nuovissimo in pratica da quando lo abbiamo messo in moto è sempre stato sotto produzione, non si può parlare nemmeno di copertura delle spese, figuriamoci di profitti». Anche secondo Viglietti serve un intervento politico: «Per le aziende come questa è fondamentale, sono stati fatti investimenti importanti e molte sono già partite in condizioni sfavorevoli, di sicuro chiedere lo stato di calamità sarebbe un segnale importante per fare capire la gravità della situazione».  

Ulteriori informazioni sull'edizione cartacea

Edicola digitale

Sfoglia

Abbonati

le più lette

LE ALTRE NOTIZIE

Powered by Gmde srl