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Covid, “caso Piemonte”?

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Covid, “caso Piemonte”?

Fino a pochi giorni fa essere paragonati alla Lombardia era un vanto. Oggi non si tratta di un complimento perchè esiste un “caso Piemonte” che nelle prossime due settimane potrebbe superare l’Emilia e diventare la seconda regione (dopo la Lombardia) con il maggior numero di casi. Poco più di 500 in 24 ore tra lunedì e martedì. Il dato di incremento, lunedì, è stato il più alto a livello nazionale. Le terapie intensive si stanno svuotando con un passo in linea con il resto d’Italia, ma è l’unico numero confortante: la crescita dei contagi segna +2,8 per cento rispetto al +2 per cento nazionale, con un misterioso aumento del 9,9% in provincia di Cuneo. Perchè? Come abbiamo già scritto qui, non possiamo che affidarci alla scienza, ma i numeri sono duri e si affiancano ad un regime di vita “segregato”. Per il presidente della Regione Alberto Cirio non esiste un “caso Piemonte”, ma ammette di combattere una guerra con l’esercito che ha trovato, con carenze gravi: pochi tamponi e reagenti, bassa capacità diagnostica. Se conosciamo questo territorio, ci aspettiamo una reazione: non sappiamo quale, ma ce l’aspettiamo.

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