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Covid e Festa lavoratori

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Covid e Festa lavoratori

Suona quasi paradossale chiamare il 1° maggio, al tempo del covid, la “Festa dei lavoratori”. Chi lavora oggi? Solo qualcuno, come sappiamo. Molti sono quelli che, con la loro opera, rischiano la vita per combattere il covid, altri sono quelli che servono per i nostri beni di prima necessità, tutti “pensano” al lavoro per sopravvivere e per avere un futuro. Che strano 1° maggio, che vite sospese tra decreti da interpretare e autocertificazioni da cambiare. Il dolore per chi non ce la fa è ancora troppo, si guarda ad una parabola che scende, ma in Piemonte siamo ancora preoccupati. E allora il 1° Maggio concediamoci la leggerezza e la poesia della musica. Su quel palco del “concertone” in molti abbiamo avuto la sensazione, negli ultimi anni, che l’accento della politica abbia messo troppo lo zampino rispetto alla festa vera di chi vuole sentire solo bravi artisti. Proviamo a guardare, questa volta, lo spettacolo accompagnati dal mix di gioia e malinconia che solo la musica sa produrre (insieme al mare). Forse il virus è sensibile all’arte, alle note, alle performance. Tanto poco sappiamo di questo maledetto che potremmo anche sognare che “Come il sapone è per il corpo, così la risata è per l’anima” (proverbio ebraico) e magari la musica…

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