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Folle chi invia i 24 anni di Silvia al macello

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Folle chi invia i 24 anni di Silvia al macello

Ci sono quasi 16mila italiani impegnati in ogni parte del mondo in progetti di cooperazione e di partnership per la promozione di sviluppo nelle regioni più povere. Eppure il viso di un di essi, quello di Silvia Romano, ha catalizzato l’attenzione degli italiani sfiancati da settimane di “notizie covid”, il 90% dell’agenda giornalistica mondiale. Così l’Italia si è divisa tra castigatori e voci osannanti. Qual è la novità? L’Italia si è sempre divisa, su quasi tutto. Eppure il tratto di questa vicenda è particolare. Ci siamo presto dimenticati il caso delle due volontarie in Siria nel 2014. Del volto di Silvia (l’unica parte scoperta) non ci scorderemo presto. Al netto del solito vomito scagliato sui social, convertirsi a qualsiasi religione è un fatto privato, il fatto che una giovane italiana sia viva e non torni in una bara è più che positivo, ma la domanda vorrei rivolgerla all’organizzazione che sta “sopra” alla cooperante. Come si fa a mandare in zone “caldissime” del mondo persone senza formazione e senza protezione per attività non proprio imprescindibili? Nobiltà d’animo, per carità, ma l’effetto vero è il danno ai contribuenti. "Per liberare un ostaggio italiano a certe latitudini o si paga o si spara", ha scritto Fausto Biloslavo, che da 30 anni fa il corrispondente di guerra e ci è andato sempre “coperto” dalle testate per cui lavora. I 4 milioni di euro sono finiti ad Al Shabaab, succursale somala di Al Qaeda che tratta donne e bambini come carne da macello ed ora gongola. La ragazzina che torna avvolta nella palandrana verde riuscirà mai a vedere nei suoi responsabili diretti i responsabili di una follia?

g.sca.

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