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E adesso?

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E adesso?

In anni di esiti referendari, elezioni politiche, amministrative, la stessa frase risuona puntuale: “Ed ora metteremo mano alle riforme, cominciando da quella elettorale”. Sarà la volta buona? Perchè il dubbio, alla vigilia del referendum, poteva starci sia per chi aveva già deciso sia per il “sì” sia per il “no” al taglio dei parlamentari. Entrambe le fazioni, infatti, per ragioni diverse, promettevano interventi in questo senso. Chissà quanti hanno votato alla luce di questo ragionamento, che poi si traduce così: taglio delle camere del parlamento primo passo verso la riforma del sistema elettorale o no? Un impegno non da poco ma non più eludibile, visto l’esito della consultazione referendaria: varare una legge elettorale che garantisca un’effettiva rappresentanza territoriale, alla luce di un più ridotto numero di parlamentari. Maggioritario, proporzionale o un mix tra i due. La parola agli esperti. A noi, poveri elettori, una certezza: dovrebbe riguardare la possibilità per gli elettori di scegliere davvero i propri rappresentanti, sancendo finalmente l’addio alle cosiddette liste bloccate in cui chi sceglie, oggi, non è il cittadino.

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