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Il vaccino contro i disastri

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Il vaccino contro i disastri

La voragine a Pamparato, lungo il Casotto

L’odore inconfondibile del fango e dell’acqua del fiume resta nelle narici per lungo tempo. Chi l’ha sentito una volta, lo ricorda per sempre. L’associazione è spesso legata alle visioni di devastazione, di fango ed acqua che penetrano nell’intimità delle case, si insinuano nelle cantine, danneggiano i macchinari delle aziende. Una sensazione insopportabile, dolorosa. Chiamatela bufera o alluvione. L’effetto è uguale: il disastro. L’alluvione è come il covid: non guarda in faccia nessuno, non fa differenze, attacca, colpisce, fa danno. Il Tanaro ha perfino spazzato un luogo della memoria, intoccabile secondo letteratura e religione: nel piccolo cimitero di Trappa (Garessio) le famiglie della zona dovranno ritrovare un posto dove piangere i loro cari perchè tombe e bare sono state portate via, a valle, chissà dove. Il vaccino per le devastazioni della natura? L’intelligenza dell’uomo, che, evidentemente, in questo campo ha fallito. E se il sindaco chiede, a Garessio, che un vecchio ponte (per quanto storico) “fa da tappo” e va abbattuto, magari, questa volta, ascoltiamolo.

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