MENU

I numeri e le parole

CONDIVI QUESTA NOTIZIA:
I numeri e le parole

I numeri disorientano. Almeno per chi come me per le materie scientifiche spesso si sentiva dire: «Se stava a posto era lo stesso». Prendete però un Arcuri qualunque, commissario straordinario per l’emergenza covid-19 che dice: «Solo 3.300 terapie intensive, in tutto il Paese, sono occupate su circa 10mila e quindi non c’è “pressione”». Poi chiami l’AslCn1, parli con i medici, gli infermieri che lavorano disperati e capisci che quei numeri non sono coerenti con ciò che ti raccontano sul territorio. I letti per i covid più gravi si stanno esaurendo. Perchè pare che Arcuri dimentichi che il 70 per cento dei posti sono occupati da normali pazienti non Covid-19. In tutto il paese interventi sono rimandanti e in alcune regioni i malati Covid devono attendere ore prima di essere intubati. Affermazioni così come minimo sono fuorvianti e danno un’impressione falsa di quella che è la situazione “sul campo”. Quando Arcuri dice che avere circa un terzo delle terapie occupate da pazienti Covid-19 non è un problema, sembra trascurare che in una situazione normale circa il 70 per cento dei posti in terapia intensiva è occupato da pazienti non Covid: vittime di incidenti, pazienti con altre patologie degenti usciti da delicate operazioni chirurgiche che necessitano di assistenza respiratoria.  Allora: noi, con i numeri, magari capiamo poco, ma per usare parole coerenti, i commissari non guardino solo tabelle, ma “scendano sul campo”. Oppure si deve pensare che si pieghino i numeri a piacimento, come si faceva quando le espressioni, alla lavagna, non venivano. In gioco, però, non c’era la vita.

Ulteriori informazioni sull'edizione cartacea

Edicola digitale

Sfoglia

Abbonati

le più lette

LE ALTRE NOTIZIE

Powered by Gmde srl