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Il senso del “Buon Natale”

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Il senso del “Buon Natale”

Con quale convinzione si possono fare gli “auguri” di Buon Natale al fondo di un anno che si vorrebbe dimenticare al più presto? Che senso hanno le vecchie e rassicuranti formule con cui ci si scambiavano i saluti a fine dicembre in un’epoca che ora pare così lontana, quando la pandemia non si sapeva nemmeno cosa fosse? Hanno senso. Perché l’animo umano non è fatto per arrendersi. Combatte, guarda avanti, magari appeso all’ennesimo ragionamento sul covid, ai visi di virologi ed esperti, di governatori, ministri e premier. Dobbiamo augurarci “Buon Natale” comunque, in vista di un vaccino così lontano e così prossimo, per i nostri adolescenti che, come scriviamo nell’articolo di apertura, sono tra quelli che soffrono di più le costrizioni. Auguriamo “Buon Natale” a voi lettori, perché ci fate sentire responsabili nel fornire notizie degne di voi in un periodo così delicato. Vi diciamo grazie per la voglia di credere nel nostro giornale, quando l’acquisto in edicola e la sottoscrizione di un abbonamento si traduce in fiducia. “Provincia” crede in voi dal 1869 e non abbiamo intenzione di stufarci.

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