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L’anno che verrà

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L’anno che verrà

Come avrà fatto Lucio Dalla ad anticipare, nel 1978, le sensazioni a cavallo tra il 2020 terribile della pandemia, da dimenticare, e le speranze dell’anno che verrà? Misteri della musica e dell’arte. Ma lui aveva già previsto tutto: «L'anno vecchio è finito, ormai, ma qualcosa ancora qui non va. Si esce poco la sera, compreso quando è festa… Ma la televisione ha detto che il nuovo anno porterà una trasformazione e tutti quanti stiamo già aspettando… Vedi caro amico, cosa si deve inventare, per poter riderci sopra, per continuare a sperare… L'anno che sta arrivando tra un anno passerà, io mi sto preparando, è questa la novità». Canticchiate pure, non vergognatevi. C’è bisogno anche di un po’ di leggerezza per augurare “Buon anno” ancora nel pieno di una pandemia. I virologi definiscono il 2021 l’anno della svolta perché è arrivato il vaccino. Lo vogliamo fortemente credere, ma dipende anche da noi. “Io mi sto preparando…” Auguri all’umanità.

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