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La nausea della scuola

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La nausea della scuola

Nella foto, misurazione della temperature ai Licei di Mondovì

Vi pare ammissibile che lunedì 4 gennaio dirigenti scolastici, studenti, famiglie non sappiano ancora se tre giorni dopo, giovedì 7 gennaio, le scuole superiori saranno ”in presenza” (al 50%) oppure no? Vi sembra possibile che i dirigenti, facendo il loro dovere, inviino avvisi (lunedì pomeriggio) nei registri telematici indicando soluzioni che, forse, il giorno dopo potrebbero anche non valere più perché si è deciso il contrario di ciò che si è detto fino a 24 ore prima? Il ministro Azzolina vuole la riapertura “comunque”, i medici dicono che è pericoloso, Conte tergiversa fino al consiglio dei ministri, i presidenti delle Regioni vanno per conto loro. Non doveva essere la scuola il campo su cui ci si misurava per valutare la risposta alla pandemia? Il fatto è che la scuola, intesa come studenti, docenti e presidi (forse anche i trasporti) sono pronti e chi deve prendere le decisioni… Ditelo voi. Io, che ritengo che aprire ora non sia prudente, ho una certezza: il senso di nausea.

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