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Ritorno a scuola: acqua o avena?

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Istituto Alberghiero di Mondovì: «Distribuiremo le mascherine agli allievi all’ingresso della scuola»

Il "totem" all'ingresso della scuola superiore "Giolitti" a Piazza

Il Cts ha confermato la propria linea: studenti delle scuole superiori in classe, dal 50 al 75% delle presenze. La ministra Azzolina: “Le scuole hanno un ruolo limitato nella trasmissione del virus". «Pensare di riaprire le scuole con 20 mila casi al giorno, non ha senso», così, invece, il consulente del ministro della Salute. Aggiunge: «L’emergenza coronavirus è ancora intensa e prendere provvedimenti tardivi potrà avere effetti drammatici». Per Andrea Crisanti, ordinario di microbiologia all’Università di Padova, si tratta di una decisione «inaccettabile». Quindi: secondo il governo piuttosto che far fare ai nostri studenti la fine dell’asino di Buridano (in questo caso morire di ignoranza senza scegliere tra dad e presenza), sì alla scuola a singhiozzo senza la sicurezza, però, che le misure di contenimento saranno realmente efficaci. Sebbene la Dad, per molti studenti e docenti, come riportiamo anche questa settimana, abbia dimostrato di essere anch’essa scuola, con molti limiti, ma con un grado di sicurezza sanitaria superiore. Ai posteri capire se era meglio il secchio d’acqua o di avena.

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